M5S: “INCENERITORE A MORI? NO GRAZIE!

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il Comunicato Stampa del M5S di Mori in merito alla possibile costruzione di un inceneritore.

Dopo che l’inceneritore è sparito da Trento perché economicamente insostenibile ecco che ricompare a Mori sotto le mentite spoglie di “Impianto Tecnologico di Gassificazione”.

Il regalo del governo alla lobby degli inceneritori con la creazione della “rete nazionale degli inceneritori”.
Nel decreto Sblocca Italia il Governo rilancia la rete nazionale degli inceneritori (definita, questa volta, “sistema integrato”) che diventeranno “opere strategiche di interesse nazionale”, tutto questo a discapito della salute dei cittadini.
Non basta che grazie al contributo quotidiano di tutti gli abitanti del Trentino la raccolta differenziata abbia raggiunto risultati eccellenti. Ora dobbiamo vederci imporre un inceneritore per bruciare 60mila tonnellate annue di rifiuti 24 ore su 24 ( che arriveranno su camion da tutta la regione e che dovranno essere scaricati, stoccati, trattati)a poche centinaia di metri da Mori Marco e Chizzola che ha già avuto esperienze negative con l’ex Montecatini. Il nostro territorio non merita questo. L’aria che respiriamo non ha prezzo. Che la Giunta comunale ormai in scadenza non ci lasci questa indegna eredità. Chiediamo un no incondizionato ad ogni tipo di incenerimento di rifiuti sul nostro territorio, che ha vocazioni agricole e turistiche e deve attirare turisti e non certo rifiuti. E non ci raccontino la favola che esistono inceneritori che non inquinano. La battaglia del Movimento 5 Stelle contro gli inceneritori è di antica data e sarà portata avanti tra la gente e nelle istituzioni 24 ore su 24. Tutto questo perché un domani la lotta non debba essere fatta dentro gli ospedali.

Stiamo studiando l’argomento con l’aiuto di esperti del settore per poter fare osservazioni precise anche dal punto di vista tecnico, ma alcune considerazioni di base sono già evidenti.
Questo tipo di impianti nasce già vecchio, figlio di un’idea di sviluppo economico che oggi stiamo sperimentando a nostre spese come insostenibile: ha bisogno di imposizione per venire realizzato, ha bisogno di rifiuti per vivere, ha bisogno di consumare energia e acqua per funzionare, ha bisogno dei contributi CIP6(per le energie rinnovabili sich!) per sostenersi. Niente di partecipativo e di sostenibile.

Altre sono le strategie che potranno dare un futuro sostenibile alle prossime generazioni, a partire dalla partecipazione informata dei cittadini e, per quanto riguarda anche la questione rifiuti, a percorsi di sostenibilità come ad esempio la strategia “RIFIUTI ZERO” attuata ormai da migliaia di amministrazioni locali in tutto il mondo e che rappresenta un cambio di prospettiva che va dal sotterramento dei rifiuti come soluzione a valle del problema, ad un approccio a monte della gestione delle risorse. “Se un prodotto non può essere riutilizzato, riparato, ricostruito, rinnovato, rifinito, rivenduto, riciclato o compostato allora deve essere ridotto, ridisegnato o rimosso dalla produzione.

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