IL M5S TRENTINO E IL FONDO SOCIAL HOUSING

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“Dopo il provvidenziale aiuto garantito dal Fondo Social Housing alle banche invischiate nell’operazione Corti Fiorite e puntualmente denunciato in aula dal M5s (interrogazione 489) lo strumento, che dovrebbe servire ad assicurare ai trentini alloggi a canone moderato palesa, se ancora ce ne fosse bisogno, la sua natura di soccorritore di banche ed immobiliaristi affezionati.” Questa la denuncia posta da Filippo Degasperi, consigliere Provinciale per il M5S, che vede come protagonista l’edilizia nella provincia.

“Di nuovo il Fondo interviene, questa volta a Canova, a rimediare agli errori delle stesse imprese e delle stesse banche. – continua l’esponente pentastellato per poi aggiungere che – Solo marginale è il conforto per gli artigiani che vedranno riconosciute, a Canova come in Clarina, percentuali modeste dei crediti vantati.”

Al contempo Degasperi afferma che “Altrettanto secondarie sono le valutazioni circa l’appropriatezza delle operazioni.  Nel caso Corti Fiorite gli appartamenti verranno infatti a costare (secondo i dati disponibili e non smentiti in aula) il 30% in più rispetto alle ipotesi iniziali del Fondo mentre per Canova nulla è dato sapere. Si aggiunga che il bando lanciato da ITEA Spa per raccogliere offerte dalle imprese pare essere stato del tutto trascurato dal Fondo.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi se sul mercato immobiliare provinciale le uniche offerte che risvegliano l’interesse del Fondo Social Housing (che, come ricordato dall’assessore Daldoss in aula, si muove in assoluta autonomia rispetto ai sottoscrittori) siano quelle che hanno come denominatore comune il Gruppo Dalle Nogare e la banca nota in Trentino per aver finanziato qualche recente campagna elettorale.”

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