MANFRED DE ECCHER ATTACCA SULLE TARDIVE DECISIONI DI ANDREATTA

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E’ notizia di ieri che l’amministrazione comunale a guida Andreatta stia vagliando la possibilità di vietare la consumazione di bevande alcoliche nei parchi principali della città, alias Piazza Dante, Piazza Venezia ed il parco Santa Chiara.

È certamente auspicabile che la Giunta Andreatta porti a casa questo risultato ed è motivo di soddisfazione soprattutto alla luce del fatto che il Consigliere Manfred de Eccher già nel 2011 aveva portato avanti questa proposta tramite la presentazione di un documento di cui era primo firmatario e gli stessi personaggi che oggi presentano alla cittadinanza questa proposta come innovativa,  già nel 2012 l’hanno fatta arenare  tramite la bocciatura dell’ordine del giorno che la riguardava.

«La proposta di vietare in alcune zone della città la consumazione di bevande alcoliche, giunta guarda caso a 6 mesi dalla scadenza dell’amministrazione, dimostra per l’ennesima volta l’intento dell’amministrazione a guida Andreatta. – commenta il Cons. de Eccher- Non è l’interesse della cittadinanza e dei cittadini l’obiettivo di questa amministrazione, altrimenti già 3 anni fa la mia proposta sarebbe stata accettata, ma l’unico scopo perseguito è quello di arrivare alla prossima tornata elettorale con il favore dei cittadini di Trento».

«d’altronde – continua de Eccher- come tutti i buoni registi anche Andreatta e la sua troupe presta tanta attenzione agli effetti speciali, ma  un po’ maldestri dimenticano di badare anche alla sostanza. L’introduzione di questi divieti non deve essere attuata tramite la modifica del regolamento di polizia urbana, strumento troppo rigido e poco funzionale agli scopi perseguiti dal provvedimento, bensì tramite l’ordinanza del Sindaco, strumento flessibile che consente in 24 ore, mutatis mutandis, di introdurre il divieto in zone inizialmente non previste e, ovviamente, di eliminarlo ove non più necessario».

«Non mi resta che auspicare che, seppur maldestramente, giunga finalmente in porto un provvedimento da ben tre anni necessario per garantire la fruibilità degli spazi pubblici a famiglie, bambini e anziani nonché per il decoro urbano della nostra città. Seppur parlando di utopia, mi auguro altresì che Andreatta anziché continuare a scaricare le sue responsabilità sul Consiglio, si ricordi, anche se con quasi cinque anni di ritardo,  di essere Sindaco e proceda con ordinanza sindacale come nel resto delle città italiane».

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