Olivi: “Cultura del lavoro, formazione e prevenzione per ridurre ulteriormente gli infortuni”

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Per accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro non esiste una formula unica. Servono le normative, serve l’aiuto della tecnologia, e questo lo sappiamo. Ma non basta: a monte sono necessarie la formazione di lavoratori e datori di lavoro, la prevenzione degli infortuni, direi soprattutto una nuova cultura del lavoro, che consideri finalmente la sicurezza non un costo o un limite alla competitività, ma al contrario un fattore di successo, poiché va a vantaggio del benessere dei lavoratori e quindi accresce anche la loro produttività e la qualità del loro operato. Non solo: le spese che i datori di lavoro e più in generale l’intero sistema produttivo sostengono per la sicurezza devono essere considerate alla stregua di investimenti anche perché tutelare la sicurezza del lavoratore significa puntare su un modello di azienda ‘etica’ che sempre più viene considerato un valore, anche dai consumatori o dai clienti finali. Abbiamo messo l’innovazione al primo posto in molti campi: dobbiamo farlo anche in questo, se necessario con misure inedite e rompendo con consuetudini sbagliate“. Queste le parole del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore al lavoro Alessandro Olivi, fatte pervenire agli organizzatori di questa 65esima Giornata nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro, indetta su scala nazionale dall’Anmil sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di Inail e Inps e che si articola in numerosi eventi e manifestazioni territoriali.

La promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro – sottolinea ancora Olivi – è per l’amministrazione provinciale una priorità, come dimostrano la recente campagna Salute sul lavoro un bene comune, promossa dalla Provincia in collaborazione con l’Inail di Trento e l’Azienda sanitaria ma anche le tante campagne specifiche di formazione e prevenzione. Lo stesso Piano provinciale della formazione, approvato dalla Giunta lo scorso giugno, ha fra i suoi macro obiettivi anche quello di prevenire gli infortuni e le malattie professionali, mentre l’Azienda sanitaria ha attivato uno specifico Sportello informativo per la sicurezza sul lavoro lo scorso anno. Sottoscriviamo infine pienamente quanto affermato dal presidente dell’Inail Massimo de Felice nella sua relazione 2014: gli infortuni sul lavoro devono entrare nel giudizio di qualità sulle opere. Quando parliamo di nuova cultura del lavoro pensiamo proprio a questo: ad un approccio globale nel calcolo costi-benefici, che tenga conto di tutti i fattori, dalla qualità del lavoro e delle opere prodotte alle ricadute occupazionali e sul Pil, passando però necessariamente per la tutela della salute dei lavoratori e per la presenza o assenza di infortuni“.

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