PASQUAZZO (PD) CHIEDE “LA FINE DEGLI INTERVENTI SPOT” IN MERITO ALLA SANITA’

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Giovedì sera l’Assessora alla Salute e alla solidarietà sociale Donata Borgonovo Re ha partecipato all’incontro pubblico proposto dal circolo PD della Valsugana orientale e Tesino sul tema “Salute in Trentino: costruire la rete”, a chiusura di una giornata di confronto con gli operatori dell’ospedale San Lorenzo e con il Consiglio della salute.  Nella sua introduzione al dibattito il segretario PD , Giacomo Pasquazzo, ha ringraziato Borgonovo Re (PD) per la sua presenza:

“Da segretario del Partito Democratico presento volentieri questa serata di incontro. Il Partito Democratico è impegnato nelle Istituzioni e attento ai temi, alle prospettive ma anche alle problematicità che attanagliano la nostra valle in un’ottica di onestà intellettuale e di rispetto per l’opinione pubblica per nulla incline alle strumentalizzazioni o al calcolo elettorale.

In questi anni si è discusso di salute, in diverse sedi e in diversi momenti. Noi rivendichiamo con forza la nostra posizione: ogni cittadino, in qualunque parte del Trentino risieda, ha diritto agli stessi standard di qualità e accesso ai servizi per la salute. Su questo pilastro si è fondata la nostra azione.
Il tema della salute ci coinvolge tutti, da Trentini. I tempi che abbiamo di fronte ci condurranno a decisioni importanti, da assumere assieme. Soprattutto perché le risorse di cui l’ente pubblico può disporre diminuiscono. E’ fondamentale quindi partire dal basso, ascoltare per poi costruire.
Molte volte la Valsugana è stata indicata come laboratorio. In particolare, per quanto riguarda il nostro ospedale, siamo stati al centro di quella che era stata definita una riorganizzazione generale. Qualche anno fa abbiamo avviato un percorso, indicato a livello provinciale, per garantire sicurezza e qualità dei servizi per la salute. Il riferimento è alla maternità, cui seguì un protocollo d’intesa tramite il quale si cercò di potenziare altri servizi forniti in ospedale e nel territorio. Doveva essere una riorganizzazione complessiva ma interessò solo la Valsugana. Da qui il sentimento diffuso in larga parte della popolazione di avere subito un torto e da qui l’altro paletto del nostro agire politico, più volte espresso a tutti i livelli: le riorganizzazioni, se devono essere, non possono essere a spot ma, una volta definiti i criteri generali, devono riguardare tutta l’organizzazione della salute trentina.
Da democratici, riteniamo che una riorganizzazione provinciale debba tenere conto di quello che Borgo ha già sperimentato, come suggerito dal dottor Pedrotti qualche giorno fa sull’Adige. Ciò in primo luogo per un principio di equità fra territori che riconosca alla Valsugana orientale di aver già dato molto in questo senso, e secondariamente per misurare al di là di ogni strumentalizzazione l’effettivo raggiungimento degli obiettivi del protocollo d’intesa del 2006.
Chiediamo la fine degli interventi a spot; la definizione di un Piano della salute provinciale che manca da troppo tempo; la garanzia che una volta definiti requisiti uguali per tutti questi vengano rispettati nel tempo, e mi riferisco in particolare alle dotazioni organiche e strumentali, linee di azione di politica sanitaria entro le quali condurre non solo gli ospedali ma tutto il sistema della salute e della prevenzione.
Pensiamo gli anziani e alle categorie deboli, al ruolo dei medici di base e dei pediatri di libera scelta, alle cure specialistiche. Questa è una prima occasione di confronto che apre un periodo di scelte anche complesse che vogliamo condividere fin da subito”.

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