PITSCHEIDER PARLA DELLA TASSA DI SCOPO APT

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di Francesco Pitscheider  in merito alle APT.

Eʼ sorprendente come in certe occasioni non si riesca o non si voglia intuire le conseguenze che una decisione possa produrre, specialmente se si andasse a toccare il portafogli dei diretti interessati.

Ancora una volta, in un periodo di crisi dove tutti cercano di contenere le spese e maledicendo lʼarrivo delle cartelle esattoriali, alcuni gruppi politici fanno di tutto per aumentare il numero di balzelli che ci tocca pagare ad un ritmo sempre più estenuante.

Parlo delle tasse di soggiorno e di scopo che, in Val di Fassa, qualcuno vorrebbe introdurre senza avere il consenso di chi poi dovrà andare a pagarle. LʼAPT è naturalmente favorevole (se non lʼartefice). Come rifiutare un modo semplice e pratico per rimpinzare senza fatica le misere e vuote casse dellʼazienda?

Non occorrerebbe nemmeno darsi da fare per andare a riscuoterle. Ci penserebbe la Provincia. Non servirebbe nemmeno dimostrare la validità dei lavori eseguiti e produrre elaborati programmazioni per il futuro, tanto gli introiti sarebbero garantiti comunque. Perché lʼAPT non dovrebbe essere favorevole? Anzi, è la più interessata alla proposta. Non riesco invece a capire perché è così cocciutamente legata a questʼidea malsana per la nostra economia il maggior gruppo politico valligiano, la sinistra ed esclusivista ladina UAL.

Mi chiedo cosa possa guadagnarci la UAL dallʼaumento delle tasse locali. Perché è così ansiosa di appiopparci altri oboli da mandare a Trento? Questa domanda mi tormenta da innumerevoli notti e non mi fa dormire. Che prenda una percentuale? Che serva ad aggraziarsi i nuovi assessori provinciali? Noi in Val di Fassa sappiamo benissimo quanto è importante il turismo, senza il quale potremmo solamente tornare ad emigrare per guadagnare la pagnotta altrove.

Quindi sappiamo anche che tutti quanti noi dipendiamo direttamente o indirettamente da questa fonte di sostentamento. Allora mi viene spontanea una proposta.

Considerando che fino ad oggi solo chi è direttamente interessato al turismo partecipa ai contributi APT (con qualche eccezione), perché non indurre anche gli altri componenti della società a fornire un aiuto in questo senso?

Si potrebbe proporre di introdurre una detrazione del 5% dalla busta paga di tutti i dipendenti provinciali per sostenere il turismo…

Vediamo se gli amici della UAL (e i dipendenti dellʼAPT) sarebbero così dʼaccordo. Lo sappiamo benissimo dove finirebbero, e dove già finiscono per lo più, i soldi che verrebbero raccolti dalle tasse sul turismo. La maggior parte dei fondi raccolti con tutte le tasse provinciali sono destinati, e lo si vede bene dalle opere pubbliche, nelle zone a maggiore “influenza elettorale”, di cui la Val di Fassa non fa sicuramente parte.

Sono totalmente inutili i discorsi che “sperano” nella distribuzione a nostro favore degli eventuali maggiori introiti erariali. Inutili e demagogici. Meglio diffidare di chi garantisce che la moneta raccolta in Valle verrà distribuita nella stessa Valle. O è in malafede o è un illuso. Lʼunico modo per garantire (?!?) una distribuzione locale delle raccolte erariali è che vengano proposte ed eseguite dal nostro Comun General dei Fascia. La cosa mi fa semplicemente sorridere. Vi immaginate un Comun General, che attualmente riscuote una popolarità pari allo zero virgola due, che propone nuove tasse? Finirebbe con il ritrovarsi la sede ridotta in briciole, nel migliore dei casi. Ma poi, se le APT venissero finanziate soprattutto dalle tasse provinciali sul turismo, non diventerebbero nuovamente pubbliche, come era un tempo? In questo caso forse cambierebbe anche la loro gestione e forse i manager e altri dipendenti che in questo momento hanno il posto garantito da contratti “a vita”, magari potrebbero subire influenze “dallʼalto” e ritrovarsi trasferiti altrove.

Impossibile? Beh, quando cʼè dietro la Provincia di Trento, niente è impossibile. Di fatto, in Trentino, i soldi per il turismo ci sarebbero, semplicemente vengono spesi altrove. Ma al contrario di altre zone, dove lʼindustria e lʼagricoltura contribuiscono a dare lavoro ad una buona percentuale di popolazione, a Trento non si ricordano mai che in Val di Fassa si vive SOLO ED ESCLUSIVAMENTE di turismo e quindi per noi non è importante, ma fondamentale il contributo che si dà a questo settore. Il nostro rappresentate appena eletto, dovrebbe far capire ai nostri governanti questo piccolo particolare e spingere per avere più risorse.

Unʼultima cosa prima di chiudere. Molti albergatori non hanno ben capito come funzionerebbe la tassa di scopo (finanziamento APT). Molti albergatori pensano che essa andrebbe a sostituire il contributo volontario già parecchio pesante che ora pagano per tenerla in piedi. In realtà la si dovrà SOMMARE.

Se ora allʼAPT annualmente si paga 10, aggiungendo la tassa di scopo si pagherà 20, alimentando a dismisura il malumore. Il passo successivo è deducibile e logico: se come socio dellʼAPT devo pagare il doppio, chi me lo fa fare di rimanere socio? Avendo per lo più finanziamenti pubblici, sarà comunque obbligata a lavorare per tutti, soci e non. Ecco quindi che in breve tempo si ritroverà con il libro soci vuoto. E una società senza soci ha vita molto breve.

Pensiamoci bene, quindi, prima di prendere decisioni insensate.

Vicepresidente Associazione Fassa

Francesco Pitscheider

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