Punti nascita: coppia trentina partorisce a Feltre, in Veneto. La denuncia della Lega

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“A Cavalese nascite part-time. Le mamme vanno a Feltre! Quanto costa al Trentino?”

Molte polemiche sta causando nella comunità trentina la questione dei punti nascita periferici legata ai tagli imposti dalla Giunta provinciale a seguito della entrata in vigore della direttiva europea sui riposi e sugli orari dei medici. Ad essa si unisce in questi giorni anche la querelle politica della maggioranza di Centro-Sinistra sulle dimissioni improvvise del Direttore della Azienda Sanitaria, dott. Luciano Flor.

A rimetterci è sicuramente la qualità dei servizi erogati e la garanzia di poter partorire in condizioni di sicurezza negli ospedali di valle. I nosocomi di Arco, Tione e Cavalese hanno sicuramente risentito di tale situazione in quanto il numero di parti nella parte finale dell’anno uscente si è di molto ridotta.

Caso a parte è l’ospedale di Borgo Valsugana, il cui reparto maternità già è stato chiuso nel 2006 e i cui pazienti sono stati tutti indirizzati sulla struttura del Santa Chiara di Trento.

“Apprendiamo però da fonti di stampa venete che c’è stato il caso di una madre del Primiero che avrebbe voluto partorire a Cavalese ma che poi si è dovuta dirottare su Feltre in provincia di Belluno” denuncia il Segretario Nazionale della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti. Il quotidiano veneto infatti scrive: “La giovane coppia trentina abita a Mezzano in provincia di Trento, a mezz’ora di strada da Feltre. I due avrebbero voluto partorire all’ospedale di Cavalese, nel punto nascite Parto per Fiemme, un centro alla avanguardia nel suo settore, che però rischia la chiusura per un disegno di riforma sanitaria che sta per interessare anche la Provincia di Trento”. “Dalle 18 – dice il padre del nascituro – non si può più partorire e le mamme vengono trasferite d’urgenza a Trento che è a un’ora e mezza da casa nostra. Per non avere problemi o stress abbiamo deciso di venire a Feltre”.

Fugatti esprime il suo disappunto: “Ecco uno dei primi risultati della chiusura dei punti nascita di periferia: i trentini se ne vanno fuori regione a far nascere i propri figli, con tutto quello che ovviamente ne consegue in termini di mobilità ospedaliera e di costi conseguenti”.

“Infatti non sarebbe questo un caso isolato di cittadini del Primiero che vorrebbero fare nascere i propri figli a Cavalese, ma che ora a causa della apertura del punto nascite solo a orari di ufficio, sono costretti ad andare in Veneto”, spiega il Segretario leghista. “Ben vero è che esiste già una convenzione tra Trento e Feltre per i servizi ospedalieri dei cittadini trentini che vivono nelle zone di confine col Veneto, però questa crisi sanitaria trentina altro non fa che aumentare i costi della mobilità ospedaliera per la Provincia di Trento”.

Per ciò Fugatti interroga il Presidente della Provincia per sapere: quanti sono i bambini del Primiero, del Tesino e della Bassa Valsugana nati a Cavalese dall’inizio dell’anno 2015 fino alla data della sospensione del servizio notturno e nei fine settimana e quanti quelli nati successivamente ad oggi; quanto costa alla sanità trentina la nascita di bambini presso l’ospedale di Feltre; come ritiene la Provincia di aiutare i cittadini che sono costretti ad andare fuori provincia per fare nascere i propri figli; e infine come ritiene la Provincia di risolvere questa precaria situazione che si è venuta a creare.

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