Schengen: l’Ass. Zeni conferma possibile raddoppio dei profughi

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Fugatti: “Rimpatrio subito o distribuzione nelle altre regioni”.

“Ci volevano l’Assessore Zeni e il centrosinistra per rendere il Trentino più solidale; non ovviamente in difesa o in aiuto dei trentini ma dei potenziali profughi!”. Così commenta in una nota il Segretario Nazionale della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti. “E mentre l’Austria decide di bloccare l’Accordo di Schengen per tutelare i suoi cittadini (cosa che dovrebbe fare ogni Stato), la Provincia autonoma di Trento, nelle vesti dell’Assessore Zeni, si propone come salvagente per l’Alto Adige facendosi carico di ulteriori 800 profughi causati dal blocco delle frontiere austriache!”.

“Ma certo: che importa se vi sono trentini senza casa e lavoro, giovani disoccupati, anziani con pensioni minime, imprese che chiudono i battenti? Che importa se a entrare nella nostra Provincia sono, nella maggior parte dei casi, clandestini e non profughi provenienti da zone di guerra, oltretutto quasi tutti maschi? Che importa se qui nel frattempo chiudono i punti nascita, se aumentano i ticket sanitari, se le tasse strozzano i nostri cittadini?”, continua Fugatti, concludendo: “Avremo una proposta: il Presidente Rossi e l’Assessore Zeni facciano capire al Governo Renzi che qui non c’è più posto e che i profughi che resteranno in Trentino a causa del blocco delle frontiere austriache devono essere rimpatriati o equamente distribuiti nelle altre regioni, perché il Trentino non può farsi carico dell’inefficienza del Governo italiano nella gestione della emergenza profughi”.

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