SI RISPARMIA SULLA RAPPRESENTANZA IN TRENTINO

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Rappresentanza: non è neanche bella da sentire questa parola, eppure per chi abbia preso in mano un qualsiasi Statuto Comunale o Provinciale o Regionale o anche letto il regolamento delle Comunità di Valle, a un certo punto tra le varie voci in capitolo fa capolino la rappresentanza.

Chi rappresento, come che cosa e perché? Ecco il punto .. potremmo dire che l’auto blu, i tappeti, i quadri, le decorazioni, bandiere, stendardi, decoro vario, statue, marmi, in genere donati o comprati una tantum .. insieme a del buon vino e qualche bibita, magari perché non lasciare che se ne occupi una gestione per dar lavoro al cittadino, potrebbero bastare.

Invece no .. vi sono sempre altre spese di rappresentanza, improvvise, che poi si trasformano in targhe, fiori, non sapremo esattamente mai in che cosa potrebbero consistere .. queste diverse tipologie di rappresentanza .. perché non comprendono Hotel e Viaggio, che rientrano in altra tipologia di spesa, detta Rimborsi.

Ora la Provincia Autonoma di Trento risparmia: a ridosso del vecchio anno abbiamo fatto i conti in tasca agli Assessori e al Parlamentino provinciale, mancava all’appello la voce collettiva delle spese di rappresentanza, cioè tutte quelle spese la cui origine è di giornate di presentazioni, regali, decoro e oggetti vari che servono per apparire più simpatici nelle occasioni importanti.

Ecco che i conteggi sono ora stati resi pubblici e ci sono delle novità parzialmente positive, che riguardano appunto una cifra risparmiata in programma per l’anno venturo 2014. Si tratterebbe all’incirca del 30% delle spese sostenute mediamente negli anni della passata legislatura, con un risparmio pari a 54.600,00 euro.

Il tetto massimo delle spese di rappresentanza sarà infatti di 127.400,00 euro che sono dovuti per l’anno 2014. I precedenti anni avevano delle spese pari a circa 182.000,00 euro.

In contemporanea la Provincia ha deliberato invece un aumento dei fondi a disposizione per invalidi civili, per persone non autosufficienti e per ciechi e sordi pari a 3 milioni di euro che, se avanzeranno dalla gestione delle situazioni, sono recuperabili in accumulo per l’anno successivo (in questo caso sul 2014). In Trentino, la Provincia dove, per fortuna tutto sommato, si calcola una percentuale di pensionati e invalidi inferiore alla media nazionale, per coincidenza e anche grazie ai controlli più efficaci che prevengono il problema annoso nazionale del “falso invalido”. Nella buona meritorietà dei gesti pare piuttosto evidente l’annaspo economico, poiché la crisi morde, anche la PAT. Ma forse non va detto?

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