SICUREZZA. FDI-AN TRENTO PROPONE L’USO DI CANI ANTIDROGA

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Ieri sabato 17 gennaio 2015 s’è tenuta alla sede di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Trento la conferenza stampa di partito riguardo la sicurezza pubblica, concentrandosi soprattutto sull’allarmante fenomeno dello spaccio di droga che affligge la nostra città. A presiedere tale evento c’erano Marika Poletti, presidente provinciale FdI-AN, Raimondo Frau, socio della Fondazione Alleanza Nazionale, e Manfred De Eccher, Consigliere comunale FdI-AN.

La conferenza stampa comincia con l’esposizione del problema centrale trattato: lo spaccio di droga a Trento. Tale problematica avviene a cielo aperto, più in centro storico che nelle periferie, e secondo le statistiche del 2013 – le più aggiornate a disposizione -, il fenomeno è in continua crescita, assieme agli altri atti criminali quotidiani. Afferma il Cons. Manfred De Eccher: “Dal 2012 al 2013 i reati sulla città di Trento sono aumentati del 10%, con alcuni picchi. Abbiamo il picco dei furti col 56% in più del 2013 rispetto al 2012, e soprattutto il 57% in più di reati connessi alla produzione e allo spaccio di stupefacenti“.

Delineato il problema, si passa alla soluzione: dotare le forze di polizia locale dell’unità cinofila, ossia del binomio uomo-cane. Tale strumento non richiederebbe ulteriori costi all’amministrazione locale, in quanto sui circa 150 operatori di polizia locale basterebbe destinare appena quattro di essi a tale efficiente specializzazione, aumentando le ore di servizio congiunto all’unità cinofila a 30-40 a settimana, incrementando di conseguenza gli arresti per possesso e spaccio di droga.

Ma come funzionerebbe questa unità cinofila? In due maniere: o a piedi nel centro storico, o affiancando le pattuglie del controllo stradale. In questo modo le forze di polizia, oltre a controllare tutti i relativi documenti, potrebbero anche verificare più facilmente e più spesso il possesso di stupefacenti. Quindi per i primi tempi tale operazione comporterebbe un carattere sicuramente repressivo, in quanto aumenterebbero le denunce per possesso o spaccio di droga, ma più avanti nel tempo prevedrebbe una funzione preventiva, come ci spiega ancora il Cons. De Eccher: “Chiaramente quando tu sei uno spacciatore che sai che, se giri a Trento, una volta su tre ti incappi nell’unità cinofila della polizia locale, o se giri in macchina a Trento nord una volta ogni due mesi rischi di essere fermato e controllato dall’unità cinofila, è chiaro che andrai a cercarti un altro mercato“.

Si porta l’esempio della città di Padova, che ha già iniziato ad utilizzare questo strumento di sicurezza urbana riportando ottimi risultati. Ricordando che Padova ha circa 200.000 abitanti – quindi pressoché il doppio di quelli di Trento -, e che utilizza non quattro, ma tre operatori della polizia locale specializzati nell’unità cinofila, ne consegue che si possono benissimo immaginare i grandiosi benefici che questo progetto porterebbe alla più piccola città di Trento. Sempre De Eccher conferma: “Si potrebbe, a mio modo di vedere, debellare il fenomeno dello spaccio di droga, perché se si contrasta in maniera efficacie a Padova che ci sono circa 200.000 abitanti, e la città è veramente diversa dalla nostra – perché noi a Trento abbiamo 50.000 abitanti in città, ma dopo abbiamo le fazioni, che sono praticamente paesi assestanti -, è chiaro che a Trento potremmo avere un risultato assolutamente migliore“.

Si vedano allora i risultati dell’unità cinofila adottata a Padova: nei primi quattro mesi del 2014 la polizia locale ha sequestrato 580 g di droga ed arrestato 7 persone; oltre a ciò, maggiori controlli negli esercizi commerciali per verificarne la contabilità, le assunzioni e naturalmente il possibile occultamento di sostanze stupefacenti o comunque illegali; infine, i controlli delle forze di polizia locale con l’unità cinofila nelle scuole, altro baluardo dello spaccio della droga, nei giorni concordati coi dirigenti scolastici – ovviamente sconosciuti agli studenti.

La conferenza stampa si chiude con una piccola considerazione personale del Cons. comunale Manfed De Eccher, che dice: “Chi vuole vedere il livello di degrado e di insicurezza che ci sono a Trento – non ci sono ovviamente solo a Trento -, li vede. E quindi noi diamo le soluzioni, non diciamo solo che c’è il problema. Chi, dopo anni di amministrazione data, ritiene che ancora non ci sia alcun problema, forse il problema non vuole vederlo, e noi non possiamo perdere tempo a spiegargli che esiste un problema. E quindi noi andremo avanti su questa strada sui vari temi, (…) esclusivamente e soprattutto portando quello che sono le nostre proposte“. La città di Trento non è il piccolo paradiso che l’amministrazione locale vuole farci credere: essa sta cadendo passo dopo passo in una situazione sempre più incontrollabile e pericola, e fingere che ciò non sia vero non risolverà il problema, anzi: gli spianerà proprio la strada. La soluzione migliore è invece riconoscere che ci siano una serie di problematiche, e pensare a proposte concrete che possano riportare l’ordine e la legalità in città. Così come ieri ha fatto Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Trento riguardo il fenomeno della sicurezza in fatto di spaccio di droga.

 

di Giuseppe Comper

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