Trento, un nuovo centro profughi presso le ex-caserme Damiano Chiesa

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“Questo pomeriggio, davanti alle Ex Caserme Damiano Chiesa a Trento, la Lega Nord Trentino ha tenuto una conferenza stampa non soltanto per protestare nei confronti della Provincia autonoma di Trento che ormai è paladina nel campo della solidarietà (ovviamente a chi trentino non è) ma anche per portare a conoscenza delle Istituzioni la preoccupazione di molti cittadini che dovranno convivere con 100-150 profughi che verranno inviati presso la struttura dei quali non si conosce nulla”. E’ quanto dichiara in una nota la Segreteria della Lega Nord Trentino.

“Un investimento di 500.000 Euro per ospitare non profughi bensì clandestini considerato che, nella risposta all’interrogazione presentata dal Carroccio n.1865/XV del 24 luglio scorso, si scopre che su un totale di 845 soggetti, a farla da padrone sono i provenienti dal Pakistan con 173 presenze, dalla Nigeria (172), dal Bangladesh (98), dal Mali (88), dal Gambia (82), dal Senegal (50), dall’Afghanistan (44), e dal Ghana (43). Altre nazionalità presenti con numeri rilevanti sono la Guinea, il Camerun, la Costa d’Avorio. Nessuno dei potenziali profughi presenti in Trentino proviene dalla Siria”, continua la nota. “Inoltre, osservando i dati del 2014 forniti dal Ministero dell’Interno sul numero dei richiedenti asilo in Italia e sull’esito positivo di tale richiesta, vediamo che i numeri sono piuttosto bassi: per i cittadini provenienti dalla Nigeria solamente il 2,5% ha ottenuto lo status di “rifugiato”, per quelli del Pakistan l’8,5%, per il Bangladesh il 3,9%, per il Mali lo 0,7%, per il Gambia il 3,5%, per il Senegal il 2%, per l’Afghanistan il 9,6%, per il Ghana il 2,2%. Considerando quindi un valore massimo, arrotondato per largo eccesso all’8-10% di coloro che potranno ottenere lo status di “rifugiato” in Trentino, sulla base di una comparazione con i dati ufficiali del Viminale di cui sopra, scopriamo che degli 845 soggetti ad oggi presenti in Trentino, al massimo 100 possono potenzialmente essere oggi definiti “rifugiati”. Gli altri 745 non sono “rifugiati”, e sono quindi da considerare presenti irregolarmente sul territorio trentino. In pratica sono clandestini. Tra essi ci sono coloro che potranno ottenere eventualmente lo status di “protezione sussidiaria” o di “protezione umanitaria”, ma questa è altra cosa rispetto allo status di “rifugiato””.

La Lega Nord Trentino conclude: “Detto ciò, ci chiediamo davvero se l’amministrazione del centrosinistra abbia intenzione di continuare con queste politiche scellerate utilizzando del denaro pubblico per l’accoglienza di profughi o meglio di clandestini. Non si può pensare di accogliere qualsiasi disperato mentre già nella nostra Provincia vi sono centinaia di famiglie e aziende in difficoltà che di certo non si vedono offrire vitto e alloggio, sigarette e ricariche telefoniche ma che anzi, spesso, si vedono chiudere la porta in faccia. Come ricordato più volte, il buonismo e l’assistenzialismo non sono le ricette per risolvere il problema ma soltanto per alimentare tensioni sociali”.

Alla conferenza stampa erano presenti il Segretario nazionale della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti, i consiglieri comunali di Trento Bruna Giuliani, Devid Moranduzzo e Gianni Festini Brosa, alcuni Consiglieri circoscrizionali, militanti e sostenitori.

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