Sandra Matuella candidata per la Lega: una candidatura di stampo cattolico voluta personalmente da Mirko Bisesti. Questa è una delle notizie che ha scosso la scena politica provinciale. Si conferma ancora una volta l’attenzione del partito guidato da Mirko Bisesti in Trentino per la società civile e l’associazionismo di stampo conservatore, spesso ignorato.

Sono onorata di candidarmi con la Lega perché è un partito anticonformista” ha dichiarato la stessa Mautella, sottolineando come l’attenzione alla sfera religiosa cattolica, una volta cardine del “conformismo” tanto vituperato dalla sinistra, sia diventata una cosa elitaria.

La Lega è un partito autenticamente autonomista: ha il grande merito di aver fatto rinascere nelle persone l’amore per il territorio, per le sue tradizioni e le radici culturali ma soprattutto spirituali di solida matrice cristiano-cattolica” aggiunge la Matuella, che poi attacca il centrosinistra autonomista: “Radici che in Trentino sono state soffocate da decenni di politica ambigua, che ha fatto di tutto per contrabbandare un’ideologia senz’anima, atea e materialista“.

Riscoprire l’immenso patrimonio di artearchitetturamusica e ritualità sacra è il mio impegno personale e di tutta la Lega per creare in Trentino un circolo virtuoso tra patrimonio spirituale e strutture ricettive” propone la Matuella, coinvolgendo anche enogastronomia, artigianato, artisti, APT e operatori culturali in questo progetto di rilancio del turismo religioso.

Sempre avendo particolare riguardo alla devozione Mariana” specifica la Matuella, forte del suo passato in Radio Maria, “e senza dimenticare il Concilio di Trento, un evento straordinario che ha dato nuova vita all’Occidente cristiano, vogliamo promuovere una politica giovanile volta a risolvere la grave emergenza legata alla droga“. In particolare, la Matuella intende operare per limitare l’abuso di droghe leggere e pesanti, a suo dire tematica ignorata dal centrosinistra autonomista.

Per i giovani proponiamo un divertimento sano sicuro attraverso la formula che vuole più oratori civili e meno centri sociali” conclude la Matuella, attaccando chi fa non dell’ateismo, ma dell’anticattolicesimo una filosofia di vita.