Cinformi: il Movimento 5 Stelle propone l’abolizione

Abolire il Cinformi. Questa è la proposta shock che il Movimento 5 Stelle presenterà agli elettori in vista delle ormai prossime elezioni provinciali.

Il modello di accoglienza del Trentino potrebbe dunque vedere delle modifiche sostanziali, sicuramente sgradite non solo alla Giunta provinciale uscente ma anche alle Comunità di accoglienza e alle Caritas che attorno al sistema coordinato al Cinformi hanno sempre operato.

Sto ancora aspettando al risposta sulla destinazione dei fondi nel 2017. Quando non ottengo risposte sul come sono state scelte le cooperative, mi sento autorizzato ad avere dubbi“. Questa è l’obiezione di Degasperi che funge da chiave di volta della proposta di abolizione del Cinformi.

Quando parliamo di business dell’accoglienza – continua il candidato Presidente del Movimento 5 Stelle – non intendiamo qualcosa di penalmente rilevante, ma una cooperativa che passa da 100.000500.000 euro di bilancio sta facendo un business. Legare affari e accoglienza è criticabile e 18 milioni è una cifra degna di attenzione, se spesa per 1500 persone“.

La soluzione post-Cinformi dovrebbe essere quella di un’accoglienza per così dire “su misura”. “Investiremo nell’integrazione solo per chi vuole integrarsi, non per gli altri” ha infatti dichiarato Degasperi.

Da qui deriva infatti il testo della proposta sul Cinformi, che recita: “Si procederà subito allo smantellamento della struttura del Cinformi, fonte di storture e di una gestione discutibile. Sarà sostituita da una struttura che garantisca informazioni complete e supporto a tutti i cittadini a prescindere dalla nazionalità“. A questa struttura si accompagnerà anche una riduzione della spesa per l’accoglienza – passata dagli 1,3 milioni del 2014 a circa 18 milioni nel 2017 – che provvederà ad escludere dai finanziamenti coloro i quali si dedicheranno ad attività criminose o non sufficientemente interessati ad integrarsi.

Basta trattamenti riservati. Oggi c’è una discriminazione al contrario: i profughi hanno il Cinformi che dà informazioni e sostegno, i cittadini devono rimbalzare tra Caf, patronati, Itea” attacca Degasperi, che conclude: “Ai trentini questo non va più a genio e lo dimostra l’agitazione per la nostra proposta di abolire il Cinformi“.