Civica Trentina, Lega e Sindaci: intervista a Mattia Gottardi

E’ Mattia Gottardi il candidato a sorpresa di Civica Trentina, Sindaco di Tione e, sino a un mese fa, uno dei leader del Partito dei Sindaci. La sua candidatura, ufficializzata a poche ore dall’addio di Claudio Civettini, ha rivoluzionato l’immagine del Partito guidato da Rodolfo Borga in occasione delle elezioni Provinciali di Ottobre. Nel corso dell’intervista sono stati trattati vari argomenti tra cui i rapporti con Lega e concetto di centrodestra. Sarà lui il candidato forte per il centrodestra nelle giudicare. Qui di seguito l’intervista:

Come è nata la sua decisione di volersi candidare con Civica Trentina?

La scelta è stata piuttosto naturale: rappresenta un progetto civico, veramente alternativo e soprattutto territoriale. Caratteristiche che mi hanno spinto verso questa scelta. Civica Trentina è un movimento che ha testa, cuore e radici profonde nel nostro territorio e mi sono subito sentito “a casa”, ritrovando persone con cui ho condiviso anni di militanza.

Sino a un mese fa sosteneva il Partito dei Sindaci che proponeva Daldoss come candidato Presidente, il progetto tuttavia non è mai arrivato a una conclusione. Come mai?

Il progetto di un Polo Civico Territoriale ha avuto molti interlocutori nel suo sviluppo, tra i quali Civica Trentina e gli Autonomisti Popolari. Il “Partito dei Sindaci”, pur avendo tra i suoi promotori molti amministratori locali, non è in realtà mai esistito. Non ci sono state le condizioni. Preso atto di questo, ho deciso, in autonomia, di fare una scelta di campo precisa, essendo prevalente in me il desiderio di Alternativa e Territorio.

In varie occasioni però Lei ha punzecchiato la Lega Trentino e il centrodestra. È ancora critico a riguardo?

In verità quello del “punzecchiare” è più un gioco dei giornali, io ho affermato in più occasioni che le categorie di centrosinistra e centrodestra sono superate.

Perché allora un civico dovrebbe abbracciare il centrodestra con Civica Trentina piuttosto che il centrosinistra autonomista da tempo al governo?

La coalizione qui si definisce “centrodestra popolare autonomista per il cambiamento”. Ha un assetto ben diverso, più ampio e plurale del centrodestra “storico”. Valga lo stesso per il campo avverso così come nell’assetto nazionale dove il centrodestra vede alcuni partiti all’opposizione. 

Quindi Lei ha scelto il centrodestra in quanto maggior rappresentante del cambiamento…

La mia scelta di campo è chiara ed è nell’ottica del cambiamento e dell’apertura a mondi nuovi.

Su quali temi focalizzerà la sua campagna elettorale?

Le priorità sono molte, perché molto c’è da fare. Per le infrastrutture bisognerà investire per il trasporto merci e per i flussi turistici. Penso a Pinzolo, a Comano Terme, all’asse con la Lombardia, a Valdastico, a Rovereto… Non bisognerà poi nemmeno tralasciare il lavoro, concedendo maggiori opportunità ai giovani attraverso incentivi per le assunzioni da parte delle imprese. Attiveremo anche dei distretti tecnologici dove ci si potrà formare alle nuove professioni digitali e risultare attrattivi per gli imprenditori di tale settore

Prima parlava di attenzione al territorio. Qual è il vostro programma per le Valli, spesso dimenticate per favorire gli interessi di Trento e dei grandi centri abitati?

Le Valli sono state dimenticate in questi anni e penalizzati da tagli decisamente contrari allo spirito territoriale trentino. Concentreremo le nostre principali attenzioni agli ospedali: nessuno pretende di avere centinaia di piccoli ospedali nelle città, ma singoli reparti specializzati, visite, screening di base e reparti nascite efficienti sono il minimo indispensabile! Avremo poi una nuova sensibilità verso gli anziani. I servizi devono avvicinarsi alle abitazioni dei cittadini nelle Valli, attraverso il terzo settore. Gli anziani sono i custodi della memoria sociale, è grazie a loro se godiamo di un generale benessere. Meritano molto di più di quanto è stato sinora a loro concesso.

Quale sarà l’arma segreta del centrodestra e di Civica Trentina?

L’ascolto, quello sincero e disinteressato, senza distinzione. Le persone che decideranno di sostenermi sapranno sempre dove incontrarmi perché rimarrò a loro disposizione. Ho scelto di servire la mia Comunità, non di servirmene.