E’ amareggiato Carlo Daldoss e pubblicamente non nasconde questo suo dispiacere nell’aver speso il suo nome a favore di un gruppo di persone che – come dice lui – non hanno ben compreso le logiche di un sistema maggioritario, ovvero di un sistema che richiede necessariamente alleanze con altre forze politiche. “Dopo cinque anni di intensa attività svolta con entusiamo, concretezza e con l’aiuto e collaborazione di tante persone, ho deciso di non partecipare alle prossime elezioni provinciali. Sono stati anni che mi hanno permesso di conoscere in profondità questa nostra stupenda terra trentina e mi hanno arricchito sia umanamente che professionalmente”.
Daldoss ha voluto spiegare che aveva in testa, con altre persone, un progetto di governo del Trentino innovativo, popolare e aperto alle sfide del futuro. Ho provato a costruirlo, mettendoci la faccia in prima persona, con l’obiettivo di vincere le prossime elezioni di ottobre e dar corpo al progetto. Il polo civico territoriale era uno strumento interessante al quale io ho dato la mia adesione e nel quale ho coinvolto diverse persone che con me da tempo lavoravano sul piano politico.
Daldoss poi afferma: “Non mi interessava fare testimonianza, volevo che la proposta fosse vincente”.

Una proposta che a suo avviso non è stata colta dai civici e da tutti coloro che hanno scelto di “assicurarsi qualche posto in più in minoranza che rischiare di vincere, dando rappresentanza al centro popolare. Io ho agito con questo spirito, libero dalla necessità di dover per forza essere eletto consigliere provinciale, cosa che sarebbe stata automatica con la candidatura a presidente nel gruppo civico-territoriale.
Il progetto non è passato e quindi coerentemente ne ho tratto le dovute conclusioni, rinunciando a candidare. Ringrazio tutti quelli che con me hanno condiviso una visione, quanti hanno lavorato alla costruzione di un sogno per il futuro della nostra terra”.