D’alterio (M5S): “Crescita e rigore soffocano i comuni del Trentino”

Mario D’alterio contro la legge di stabilità del governo Monti e a difesa delle amministrazioni locali. Il capolista del M5S alle prossime elezioni provinciali in Trentino è intervenuto a difesa delle amministrazioni locali, a suo avviso non difese dai governi di centrosinistra dell’ultima legislatura a Roma.

D’alterio ricorda infatti che: “Le Amministrazioni locali, in ossequio a questa legge, si sono trovate con dei vincoli, o meglio impedimenti, molto stringenti, perdendo così importanti capacità di spesa, utile per garantire servizi alle comunità e sviluppo del territorio. Il ministro Delrio del governo Renzi aveva “tuonato” l’impellente necessità di svincolare gli investimenti dei Comuni dal patto di stabilità; ma aveva solo tuonato, perché grazie al “fiscal compact”, imponeva il pareggio di bilancio che imbrigliava in una nuova camicia di forza la gestione finanziaria comunale”.
Il problema sollevato da D’Alterio è che questi vincoli, uniti al patto di Milano e ad una discutibile distribuzione dei fondi da parte della PAT, hanno di fatto tolto l’autonomia ai comuni trentini, con conseguenti effetti e ripercussioni sul tessuto economico territoriale.

“I Comuni – ricorda D’alterio – sono bloccati nei pagamenti ed a farne le spese sono gli artigiani e piccole imprese locali che rischiano quotidianamente la chiusura di attività, con conseguente impatto sui posti di lavoro. A rimetterci è soprattutto la micro impresa artigiana, quella che risparmia, che paga le tasse, che non si trasferisce fuori dal Trentino; quella che non chiede niente, se non di lavorare. È urgente intervenire, non solo a livello nazionale, ma anche provinciale”.

D’alterio ricorda poi che M5S del Trentino ha messo a punto nel programma elettorale, una serie di interventi a più livelli, per ridare forza all’economia del Trentino: il sostegno diretto alle imprese, con la diminuzione della pressione fiscale locale. Un piano di riordino delle competenze amministrative e fiscali di Regione, Provincia, Enti Locali e delle società pubbliche, basato sul reale rapporto costi/benefici, per ridurre gli sprechi e liberare risorse, per sanare il debito pubblico locale, a cominciare da quello contratto con la piccola impresa. Infine, grazie alla democrazia diretta, si intende promuovere un piano degli interventi ordinari e straordinari necessari ai territori e ai bisogni dei cittadini e non più in funzione alle campagne elettorali. Finalmente saranno i cittadini a dare le priorità sulle opere pubbliche in funzione alle proprie necessità.
“Basta arredo urbano e restyling di piazze in prossimità delle elezioni! Al contempo avvieremo un confronto con il governo per rivedere il patto di Milano e per sollecitare la revisione del patto di stabilità, perché è evidente che i nove decimi del gettito fiscale prodotto in Trentino, non è sufficiente per garantire la qualità dei beni e dei servizi pubblici di questa provincia, tra le più estese d’Italia. Non per niente, nella classifica delle province più vivibili, il Trentino è in costante discesa”, conclude così il suo intervento Mario D’alterio.