Donne, militanza e Lega: intervista a Martina Loss

Martina Loss, nata a Trieste da genitori trentini e cresciuta a metà tra il Trentino e Trieste, è candidata alle elezioni provinciali del 21 ottobre con la Lega Trentino, che sosterrà Maurizio Fugatti. Laureata con 110 e lode in Scienze Forestali ed Ambientali alla Facoltà di Agraria di Padova, vive ormai da anni in Trentino dove collabora attivamente con la Lega Trentino. Martin Loss è stata candidata al Senato alle elezioni politiche del 4 marzo del 2018, non è riuscita ad essere eletta per pochi voti. Qui di seguito la sua intervista:

Leggendo il suo curriculum, ho notato che ha da sempre nel cuore la città di Trieste, oltre che quella di Trento. Un collegamento teorico tra le due città vi è?

Devo dire che le due città hanno molto che le lega e si potrebbe partire scherzosamente dal famoso “ponte Trento-Trieste” mai esistito nella realtà, ma ben presente nell’immaginario popolare. Le due città sono legate dal comune percorso storico di appartenenza all’Impero austroungarico fino alla fine del primo conflitto mondiale, cosa che ha fatto ereditare a entrambe le province diverse impostazioni amministrative, come il catasto ad esempio, ancora utilizzate oggigiorno e di estrema utilità. Grazie anche a questo vissuto, pur essendo Trento città di montagna e Trieste città di mare, hanno mantenuto anche il legame culturale e identitario dato da un secolo di Impero, per esempio in cucina, con piatti tradizionali rimasti molto simili. Per la mia famiglia ed il Trentino (incluso il Tesino), Trieste è stata la città dove diversi giovani sono emigrati per cercare lavoro tra fine ‘800 e inizio ‘900, dove hanno aperto diverse attività commerciali; tra questi mio nonno e suo cugino con un negozio di ottica e fotografia. Per questo la comunità trentina di Trieste è ancor oggi molto numerosa, tanto da ospitare un Circolo dell’Associazione Trentini nel Mondo.
Va ricordato che sono entrambe inserite in Regioni a Statuto autonomo, capoluoghi di Regione nonché città di confine, dove l’amministrazione ha la sfida di avere da un lato maggiori risorse, ma anche maggiori competenze da esercitare, soprattutto per dare un servizio decentrato di eccellenza.
Mi spieghi meglio…
In questo Trento ha da imparare, ad esempio, riguardo l’organizzazione del trasporto pubblico, che a Trieste è estremamente efficiente, con costi per il cittadino inferiori rispetto a Trento. Il periodo trascorso a Trieste mi ha permesso di avere un bagaglio di esperienza di buona gestione dell’autonomia che è stato utile sia nelle mie esperienze lavorative, soprattutto quella presso il Consiglio provinciale, sia nel lavoro fatto in seguito sullo Statuto d’Autonomia, e infine oggi, come candidato al Consiglio provinciale.

 

Lo scorso 4 marzo la Lega è riuscita a far eleggere in Trentino 4 donne; è secondo lei un risultato storico per il mondo femminile che è legato alla politica?

Le donne della Lega elette al Parlamento in Trentino sono 3, e altre 2 sono state elette dalla coalizione di centro destra, comunque a trazione Lega; direi che il risultato sia stato non solo storico x le donne trentine impegnate in politica, ma anche per il contesto provinciale generale, dove c’è una tendenza a considerare il “politico” tipico come uomo. Se da un lato il risultato può aver stupito, per la Lega non è stata una sorpresa, dato che da sempre all’interno del movimento vi è  stata parità tra uomini e donne. La Lega anche in Trentino ha mostrato di valorizzare le donne nei diversi ruoli politici (segretari di sezione, componenti del direttivo nazionale) ed anche nei ruoli amministrativi (candidate sindaco, consigliere comunali elette, consigliere di circoscrizione), con numerose esponenti presenti nelle varie aree della provincia.

Femminismo e leghiamo possono andare d’accordo?

Per come l’ho conosciuto io, il femminismo è stato legato ad un momento storico, di richiesta di emancipazione femminile, partita da presupposti storicamente scorretti. Di fatto oggi, per parlare di femminismo bisogna prima stabilire in che contesto si inserisce il vocabolo, e con che significato.
Molti temi che erano una volta del “femminismo” oggi sembrano abbandonati dalle donne di allora, mentre sono stati ripresi dalla Lega: mi riferisco alle politiche per la natalità e per la conciliazione famiglia-lavoro, nonché alle importanti azioni contro la violenza di genere ed interventi per garantire la sicurezza e la vivibilità urbana.
In merito, invece alla politica, ritengo che la presenza delle donne in politica sia una ricchezza, data dalla diversa sensibilità e capacità di visione, legata ai diversi ruoli nella società tra uomini e donne. Quello che non condivido della “crociata” delle quote e delle preferenze di genere riguarda il fatto che la scelta di dedicarsi alla politica e quindi di proporsi all’elettorato deve nascere da un sincero spirito di servizio e non da una forzatura normativa che impone numeri che non sempre corrispondono alla realtà del mondo politico attuale.
Mi faccia capire meglio questo concetto…
E’ storicamente assodato, che per le caratteristiche della vita politica sia più facile dare un incarico ad un uomo che ad una donna, ma nel mondo, le donne che hanno avuto successo politico, hanno lasciato la loro impronta nella storia.
Nella Lega c’è il concetto di “militanza” che non passa attraverso il formalismo della distinzione di genere, ma attraverso l’impegno personale al servizio del progetto del movimento.
Su quali temi si concentrerà maggiormente durante la campagna elettorale?
Con questa campagna elettorale metto al servizio del progetto Lega e dei cittadini le mie competenze professionali nel settore dell’ambiente, agricoltura, foreste e aree protette, settori importanti da collegare ad un circuito turistico da rafforzare sempre più attraverso reti territoriali e marchi di qualità.
Dato il mio incarico nella Consulta per la Riforma dello Statuto, ho poi a cuore che l’importante concetto dell’Autonomia diventi il fulcro di tutte le proposte per il Trentino, a partire dal dare garanzia di mantenere i servizi decentrati e potenziare le infrastrutture per consentire il miglioramento delle condizioni per chi oggi presidia le aree più marginali della provincia. Sarà mio impegno primario, mantenere efficace l’importanza della Regione quale garante non solo dello Statuto, ma anche del dialogo tra le due province e in ambito internazionale, sui grandi temi di importanza sovra-provinciale come la tutela delle minoranze linguistiche, ma anche l’energia e le grandi infrastrutture.
In caso di vittoria, o di elezione, su cosa punterà la sua attività in Giunta oppure in Consiglio?
Con questa nuova legge elettorale è difficile poter prevedere l’elezione di un candidato; con umiltà di militante sono al servizio del movimento e ritengo che sarà impegno di tutti i componenti eletti, portare avanti il programma di cambiamento proposto dalla Lega.