Fravezzi (UPT): “Destra Leghista vuole demolire costruzione di una prospettiva europeista”

Vittorio Fravezzi, Sindaco di Drò ed ex Senatore della Repubblica, attraverso una nota ufficiale  ha voluto prendere una posizione e dire la sua opinione circa le prossime Elezioni Provinciali in programma in Trentino la prossima settimana.

Fravezzi ha dichiarato: “Renzo Gubert, per giustificare il sostegno alla coalizione della destra leghista in Trentino, si arrampica sugli specchi e fa finta di non capire la vera natura del problema che viene posto da quanti avvertono un possibile pericolo per l’Autonomia in caso di vittoria leghista. Non è infatti solamente una questione di “linea di comando”: la Lega di Salvini, in ogni occasione, si è dimostrata un partito di stampo leninista, nel quale comanda un capo assoluto e nessuno può dissentire, per nessun motivo, neppure per ragioni di natura istituzionale. Non si è visto nessun amministratore locale della Lega prendere posizione alcuna, ad esempio, contro i provvedimenti del Governo Salvini-Di Maio, neppure quando, come nel caso delle recenti norme sui fondi ai Comuni, erano penalizzanti e pericolosi per le rispettive comunità.”

Proseguendo nel suo intervento il Sindaco di Drò ha aggiunto: “Il motivo è presto detto e consiste nel potere assoluto e messianico dal leader. È lui l’alfa e l’omega di tutto. E così sarebbe anche per Maurizio Fugatti se fosse eletto Presidente della Provincia e dovesse contrastare decisioni penalizzanti del Governo. Non è questione di attitudine personale, ma di meccanismi politici. Se vogliamo dire, nel campo del centro sinistra, è esattamente il contrario, fino al limite opposto. Il che pone problemi di altro genere, ma non certo di libertà e di rispetto delle diverse “missioni istituzionali”. Gubert si arrampica tuttavia sugli specchi soprattutto per un altro ben più importante motivo. È infatti la natura stessa della cultura sovranista che fa a pugni con la nostra Speciale Autonomia.”

“La Lega di Salvini non è più quella di Bossi. Non propugna il federalismo ma il ritorno al primato assoluto dello “Stato Nazione”. Gubert – senza il minimo pudore – cita Alcide Degasperi. Ma Degasperi è stato l’emblema della concezione esattamente contraria ed ha concepito la nostra Speciale Autonomia proprio come antidoto al sovranismo, che allora si chiamava nazionalismo. Nella sua visione – che è la nostra – l’Autonomia Speciale della Regione si fondava su due presupposti connessi tra loro: il superamento delle pretese centraliste dello Stato Nazionale e la costruzione di una prospettiva europeista. Non ci sarebbe stata – e non ci sarà – una vera Speciale Autonomia con il sovranismo statalista e senza Europa. La destra leghista che Gubert sostiene vuole invece rafforzare il primo e demolire la seconda. Vuole cioè di fatto cancellare i presupposti sui quali Degasperi costruì l’Autonomia e sui quali poi essa si è consolidata e sviluppata.”

Concludendo la sua oratoria Vittorio Fravezzi ha invitato Gubert a non citare Degasperi che era un “anti-populista” convinto e che ha dato avvio al processo di unità europea che ai giorni nostri il governo Salvini-Di Maio vuole cancellare. Aggiungendo in fine che negli anni chi si è eretto a difensore degli ideali di democrazia e progresso sia stato chi “ha saputo resistere ai venti freddi del tempo e ha tenuto ferma la barra al centro.”