“Non c’è nessun accordo su Daldoss presidente, come scrive oggi qualcuno sui giornali”, ad affermarlo Paolo Ghezzi che ha ricordato a tutti che il candidato presidente della cosa multicolore, proposto a tutta la coalizione, resta lui.

“In questi primi due mesi di politica attiva ho avuto la conferma di ciò che avevo capito in trent’anni di politica raccontata: è lo sport preferito dagli italiani (soprattutto) uomini, quasi alla pari con il calcio. E, come il calcio, non sempre è giocato con la razionalità. Non è come giocare a scacchi, insomma. L’emotività, l’illogicità, l’istinto determinano spesso le azioni dei politici, spingendoli a comportamenti viscerali, non di rado autolesionistici”, ha affermato il candidato Presidente Paolo Ghezzi.

Ghezzi ha poi affermato che nell’ampio fronte di forze che ancora non si è consegnato alla destra nazionalista trainata dalla Lega, verso il 21 ottobre in Trentino, in questi mesi non sempre ha vinto la logica lucida. “Ed è mancato un allenatore capace di tenere insieme la possibile squadra. Noi, cosa multicolore, vogliamo ancora vincere e cerchiamo di tenere insieme una squadra larga. Ora che restano poche ore, resta sempre valida la lezione di De Gregori nella “Leva calcistica…”: “Nino, non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”. Senza coraggio, altruismo, fantasia, in politica non si vince. Vi aspetto, con la cosa multicolore, domani al Muse di Trento, alle sei”, ha concluso Ghezzi.