Giorgia Meloni a Trento: “Ripartiamo dai territori”

“Ripartiamo dai territori”, è con queste parole che Giorgia Meloni ha aperto il  comizio elettorale di Fratelli d’Italia a Trento. Dopo una breve introduzione del Senatore Andrea de Bertoldi, la presidente di FdI ha preso ieri sera in Piazza Lodron, a Trento, la parola arringando le persone presenti nello stile che, ormai, la contraddistingue.

Nel presentare il partito, che sosterrà il candidato leghista Maurizio Fugatti alle provinciali di domenica prossima, e i suoi valori, non sono mancate da parte della Meloni diverse stoccate agli alleati e agli avversari politici: negli ultimi mesi la Lega di Matteo Salvini si sarebbe, a suo dire, lasciata trasportare dall’entusiasmo del Movimento 5 Stelle, contribuendo a tracciare la strada verso uno stato assistenzialista.

Il riferimento è palese: il Reddito di Cittadinanza. Non è un caso che Fratelli d’Italia sia contrario a questa misura, perché a loro dire non incentiverebbe in alcun modo alla ripresa dell’economia. Affinché riparta, infatti, ha bisogno di tutt’altro: meno tasse, e la capacità di poter assumere con più facilità. Senza dimenticare il fronte della sicurezza: l’Italia non è più una nazione sicura.

Neanche in Trentino, considerata, un tempo, una provincia sicura e con una qualità della vita superiore a molte altre province e regioni italiane, manca quel senso di sicurezza che una volta lo contraddistingueva. Il responsabile per Giorgia Meloni è il centrosinistra. Non potrebbe essere diversamente: il Trentino lo ha governato negli ultimi vent’anni, senza soluzione di continuità; e così pure l’Italia dopo la parentesi del governo di Mario Monti. Fino alle elezioni dello scorso 4 Marzo.

Un risultato, quello delle politiche, che può ripetersi anche domenica prossima. Se non in meglio: sarebbe un momento storico se il centrodestra dovesse vincere, perché verrebbe espugnato un feudo caro alla democrazia cristiana e al centrosinistra; e mai prima d’ora conquistato da altre forze politiche. Nel suo comizio, durante il quale ha toccato tematiche sia nazionali che locali, ha dichiarato che un eventuale vittoria dell’alleanza rafforzerebbe l’autonomia. Non in un’ottica federalista.

Se il nazionalismo è il valore su cui si fonda l’intera proposta di Fratelli d’Italia, una menzione in ogni caso la merita l’autonomia: che è la forza dei territori come il Trentino o l’Alto Adige. Che non viene negata dalla Meloni e dai suoi, anzi viene incoraggiata, senza però che con ciò venga a mancare l’unità nazionale italiana. Per usare una metafora utilizzata dalla stessa Giorgia Meloni nella serata di ieri, l’Italia è come un puzzle: ogni singolo tassello, per quanto unico e particolare, da solo vale ben poco, rispetto al disegno complessivo dato dall’incastro di tutti i tasselli. Ma basta che ne manchi soltanto uno, per poter vedere qualcosa di incompleto.

Alessandro Soldà

Alessandro Soldà
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È nato a Valdagno (Vicenza) nel 1996; dopo la maturità classica al liceo Pigafetta di Vicenza, studia ora Filosofia all’Università degli studi di Trento. Si occupa di filosofia, politica e società.