Maffioletti (FI): “Anche in Trentino negozi che fanno concorrenza sleale sulle riparazioni dei telefonini”

Contraffazione pezzi di ricambio dei telefonini: un problema presente anche in Trentino. A sollevare il caso la candidata per Forza Italia Gabriella Maffioletti che a riguardo ha affermato la presenza di un negozio che pubblicizza la riparazione di cellulari utilizzando marchi di aziende leader del settore.

Peccato che secondo Maffioletti: “I marchi non potrebbero essere esposti in quanto non è autorizzato dagli stessi e quindi potrebbe essere passibile di denuncia da parte delle case madri“. Maffioletti poi punta l’indice sul fatto che la procedura corretta nella sostituzione preveda la sostituzione del LCD completo.

È possibile in alcuni casi sostituire solamente il vetro – specifica la Maffioletti – ma il ricambio non deve avere la dicitura dell’azienda perché la casa madre non vende a nessuno questo pezzo singolarmente. Quindi se il negozio in questione li ha sono presumibilmente ricambi contraffatti e di conseguenza non legali“.

Ma non è solo questo a preoccupare la Maffioletti, che si chiede: “Se a parità di costo approvvigionamento merce nel negozio questi operatori riescono a lavorare con prezzi quasi dimezzati rispetto agli altri colleghi dello stesso settore, quale tipologia di materiale viene impiegato, da dove proviene?“. Domanda legittima, visto che secondo una ricerca del Clusit, l’informatica di consumo è progettata per ottimizzare gli aspetti utili alla vendita, tralasciando la sicurezza. La maggior parte delle componenti vengono prodotte in Estremo Oriente, dove non esistono norme di certificazione.

Avere smartphone affidabili richiedere investimenti difficili da sostenere. Se in nome della globalizzazione però cediamo il passo alla concorrenza sleale ci dobbiamo tutti interrogare sul tipo di futuro lavorativo a cui stiamo andando incontro” sostiene la Maffioletti.

Da noi esistono gli organismi provinciali preposti alla vigilanza ed al controllo che spesso però viene operato in maniera miope e non equipollente” denuncia la Maffioletti, sostenendo che tutto questo desta irritazioni da chi per anni ha operato nel settore in maniera seria e professionale, ma che deve fare i conti con soggetti che in nome della globalizzazione selvaggia non si fanno scrupoli nel danneggiare tanti piccoli onesti commercianti.