Marini (M5S): “Provincia chieda allo Stato di vigilare su affidamento lavori del NOT”

Gli espertissimi che amministrano la Provincia tornano alla carica per il NOT, Nuovo Ospedale di Trento“. Così Alex Marini, candidato al Consiglio provinciale del Trentino nelle file del Movimento 5 Stelle. “Poco importa che abbiano fatto naufragare il precedente bando, nominando una commissione irregolare“.

Arrivano le elezioni e la quantità enorme di soldi pubblici suscita grandi appetiti” denuncia Marini, che chiede misure tese a garantire l’interesse pubblico e a vigilare sulla gestione delle risorse pubbliche che il NOT necessariamente richiederà. “Serve un’unità operativa speciale sotto l’egida dell’ANAC” suggerisce Marini, “con compiti di alta sorveglianza e garanzia di correttezza e trasparenza relative sia alla realizzazione del NOT che delle strutture complementari“, afferma il candidato consigliere asserendo alla viabilità e agli edifici connessi. “Altrimenti sarà la solita greppia per i soliti noti“.

La proposta di Marini è dunque quella di mettere in campo un’unità operativa rapida, efficace e composta da personale appartenente al corpo della Guardia di Finanza, così da garantire la conoscenza dei meccanismi e delle pratiche corruttive, contenendo i costi. “Un’organizzazione capace di praticare la vigilanza attiva e di identificare preventivamente i fattori critici nel contempo, garantendo efficaciaefficienzaqualità degli interventi“.

Condizioni necessarie per un appalto che si stima essere intorno ai 300 milioni di euro. “Bisogna scegliere il promotore della procedura per l’assegnazione della progettazione definitiva ed esecutiva – sostiene Marini – così come la costruzione, la fornitura e la gestione dei servizi non sanitari. Sono procedure complesse all’interno delle quali può essere sprecato molto denaro pubblico. Finora tutto è stato bloccato per errori che si sono susseguiti dal 2011, complice la fine del Polo Sanitario Trentino“.

Sfumata l’ipotesi di proporre un concorso di progettazione con gara di affidamento, secondo Marini è necessario tutelare l’interesse pubblico adottando misure precauzionali per assicurare che non vengano sperperati soldi pubblici in favore dei “soliti ben introdotti“. La proposta del candidato consigliere è quella di istituire un’unità dedicata alla verifica della legittimità degli atti relativi all’affidamento, aggiungendo che “La nostra Provincia non è indenne dalla corruzione. Quando si parla di ‘magnadora‘, si intende un sistema di gestione delle risorse indirizzate verso gli amici, ostracizzando chi rifiuta queste pratiche. Altrove la si chiamerebbe mafia, da noi non c’è esercizio di violenza fisica ma il concetto è quello: o ti pieghi al sistema o non lavori“.

Anche l’ultima relazione della Commissione Antimafia lo ha confermato: in Trentino i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata sono concreti. Il Movimento 5 Stelle – conclude Marini – è consapevole della situazione e si rifiuta di chiudere gli occhi. A differenza di chi ha amministrato finora, chiediamo l’adozione di ogni strumento possibile per vigilare su come vengono spesi i soldi dei trentini“.