Marika Poletti non ha paura di raccontare le sue sensazioni dopo aver lasciato Fratelli d’Italia per abbracciare il progetto di Civica Trentina. Un cambio di direzione politica importante ma che sembra averla soddisfatta.

Mi dicevano che avrei dovuto iniziare tutto da capo, con volantinaggigazebomanifesti, come se io avessi mai smesso anche solo per un attimo di fare quello che ho sempre considerato come un mio dovere, non solo in quanto responsabile del partito, ma anche per essere un buon esempio per gli altri” ha rivelato la Poletti, ricordando alcune voci durante i convulsi giorni del suo addio a FdI.

Non esiste un diritto di prelazione cronologica sugli incarichi e sui ruoli: mi hanno insegnato che l’impegno militante esiste e permane sempre ed anzi, diviene maggiore in modo direttamente proporzionale agli incarichi di responsabilità ricoperti, corroborato dal carico di aspettative che la Comunità che rappresenti nutre nei tuoi confronti” attacca la Poletti, che poi cita Guccini, sostenendo di trovare repellente la “politiche che è solo far carriera“.

Per anni ho fatto il mio dovere, senza chiedere nulla” ricorda la Poletti. “Ho tenuto qualcosa in piedi da poter consegnare a qualcuno che potesse poi prendersene cura come o meglio di me. In questi stessi anni, qualcuno stava costruendo, con fatica e sacrificio, lungimiranza e progettualità, dedizione ed abnegazione, la casa perfetta per una persona come me. Li ho guardati con stupore e con quel briciolo, non lo nascondo, di invidia che normalmente non attiene al mio carattere“.

In politica, come per tutte le cose importanti della vita, le scelte devono essere ponderate seriamente, ma poi si deve avere il coraggio di fare un salto potenzialmente ad occhi chiusi e cambiare” conclude la Poletti. “Sono molto felice, come mai avrei pensato di poterlo essere, nel poter dire una cosa che molti già sanno ed altrettanti immaginano: son en Civica“.