Provinciali 2018. Marini (M5S): “Democrazia non è vincere un’elezione e poi farsi gli affari propri per 5 anni”

“La democrazia bisogna praticarla ogni giorno. Non è vincere un’elezione e poi farsi gli affari propri per 5 anni senza rispondere delle proprie azioni a nessuno”. Ad affermarlo è Alex Marini, candidato consigliere provinciale M5s.

Purtroppo, secondo Marani “nel sottobosco politico che domina il Trentino da troppo tempo è diffusa l’abitudine a considerare i cittadini come ‘bancomat del voto’ da tenere buoni al limite con chiacchierate nel sottoscala, ma guai se si azzardano a chiedere il rispetto dei loro diritti alla luce del sole”.

Un esempio emblematico, secondo lo stesso candidato, di un atteggiamento definito dallo stesso “disdicevole”. E’ lo stesso Marini, infatti, a denunciare: “ci viene dal Comune di Primiero San Martino di Castrozza (leggi qui), dove si è verificato l’ennesimo caso di disapplicazione delle norme statutarie sulla partecipazione popolare”. Come ha rimarcato lo stesso, “l’amministrazione, ha deciso di non rispondere ad una petizione presentata nel luglio del 2017 e sostenuta da più di 200 dichiarazioni di sostegno di cittadini residenti con cui si chiedeva la salvaguardia di Palazzo Scopoli, antica sede del Capitano di Giustizia e del Vicario del Vescovo di Feltre”.

I cittadini non si sono persi d’animo ed hanno cercato di utilizzare gli strumenti messi a loro disposizione dalla Legge. “Hanno investito della questione il Difensore Civico, che dopo aver interpellato l’amministrazione comunale per ben tre volte ed aver atteso atteso 9 mesi una risposta che non è mai arrivata, è stato però costretto a desistere da ulteriori tentativi (vedi allegato)”. Il fascicolo è stato così archiviato, “registrando il mancato rispetto del principio di leale collaborazione fra istituzioni, e, ancor prima, la scelta di non degnare della necessaria considerazione i propri censiti, in base al proprio stesso statuto”.

Un caso che non è certo isolato. “In passato, – secondo Marini – nel quadro delle attività con l’associazione Più Democrazia in Trentino, mi ero occupato di rivendicare la tutela del diritto di petizione in molteplici altre situazioni: Levico Terme in cui era stato segnalato anche una spiacevole situazione in relazione alla privacy dei firmatari; Rovereto, dove è insediata un’amministrazione che del mancato rispetto dei diritti di partecipazione previsti dallo Statuto ne ha fatto una bandiera; Ledro per il quale si è ancora in attesa dell’approvazione del regolamento sulla partecipazione nonostante una sentenza del Tribunale di Rovereto; infine, tra gli altri, Lavis e Borgo Lares”.

In buona parte dei casi, “le giunte comunali, elette molto spesso da una minoranza dell’elettorato, ritengono di poter amministrare il territorio impiegando risorse pubbliche senza render conto alle richieste puntuali che i cittadini sottopongono loro attraverso gli strumenti di partecipazione previsti dallo statuto comunale”.

Secondo il candidato penta stellato, “l’atteggiamento di queste amministrazione sconfina molto spesso in comportamenti ai limiti dell’autoritarismo tipico degli antichi regimi, comportamenti che però la Provincia ritiene non sanzionare in alcun modo”.

Comuni e Provincia, per tale motivo, secondo lo stesso “si burlano dei cittadini sapendo che il Difensore Civico non è stato dotato di strumenti efficaci per intervenire se non l’esercizio del potere di dissuasione”. “Del resto, – ha infine concluso – quando si parla di “sistema trentino” si parla proprio di questo, i membri del sistema scrivono leggi con la scappatoia incorporata, in modo da rispondere solo formalmente alle richieste di maggior democrazia ma in pratica proteggendosi l’un l’altro in modo da continuare indisturbati ad esercitare il potere come i piccoli autocrati di provincia che sono”.