Ai bambini veniva dato il Das all’amianto

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Creato nel 1962 dall’ antiquario e poeta Dario Sala, il Das, famosa pasta per modellare, è stato un prodotto che ha accompagnato l’infanzia di milioni di bambini italiani ed europei fin dalla sua creazione.

Il Das è una pasta sintetica che serve per creare modelli e fu immediatamente utilizzata oltre che a scopo didattico anche dagli artigiani, visto che rispetto alla creta aveva la caratteristica di solidificarsi da solo al contatto con l’aria, senza la necessità di venire cotto nel forno.

Secondo una recente pubblicazione dello “Scandinavian Journal of Work Enviroment and Health”, tra il 1963 e il 1975, il “Das” sarebbe stato prodotto utilizzando filamenti di amianto.

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’ISPO (Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica) ha evidenziato come la “Adica Pongo” di Lastra a Signa (FI), storica società produttrice della pasta per modellare, (ormai chiusa dal 1993) abbia messo in commercio cinquantacinque milioni di confezioni avariate, non solo in Italia, ma anche in diversi paesi europei, un prodotto potenzialmente pericoloso e mortale.

Questi studi sono stati condotti prima, analizzando alcuni campioni della vecchia pasta tramite dei potenti microscopi ottici e, successivamente controllando la documentazione prodotta dalla “Adica Pongo”, che avrebbe registrato l’acquisto di ingenti quantità di amianto grezzo dall’ amiantiera di Balangero, la più grande cava di amianto italiana.

Il Das creato con l’amianto, fu prodotto solo dal 1962 al 1975, anno in cui venne modificata la formula sostituendolo con la cellulosa. Secondo i ricercatori i rischi maggiori sarebbero occorsi ai consumatori di Das prodotto fino al 1968, visto che fino a quel momento era venduto in polvere da miscelare con acqua.

L’inalazione delle polveri contenenti amianto può causare malattie come l’asbestosi, il carcinoma polmonare e il mesotelioma, ma il fatto che il Das fosse un prodotto da sciogliersi in acqua può rassicurare chi la utilizzò in quel periodo, considerato anche il fatto che fino al 1992, (anno del completo bando dell’asbesto), quest’ultimo era un materiale largamente utilizzato per la produzione di moltissimi oggetti di uso quotidiano e comune.

I ricercatori hanno inoltre affermato che si tratterebbe solo di un “rischio d’esposizione” l’essere stati a stretto contatto con questo tipo di polvere e che l’averne fatto uso non significherebbe il rischiare sicuramente di contrarre malattie cancerogene.

Questo è solo l’ultimo di una serie di prodotti utilizzati in larga scala nei decenni scorsi in cui è stata registrata la presenza dell’amianto, segno che in passato la prevenzione e la cura della salute non erano tematiche considerate così importanti come ai giorni d’oggi. Basti pensare che già nel 1930 era stata ipotizzata la natura cancerogena dell’asbesto, ma solamente nel 1992 fu completamente bandita la sua lavorazione in tutti i tipi di prodotti industriali.

Solo negli ultimi decenni, soprattutto grazie allo sviluppo tecnologico, è stato possibile confermare la reale pericolosità di certi prodotti e di conseguenza impedirne la commercializzazione. Sicuramente questa nuova consapevolezza sta giovando e gioverà a tutti, consentendo di poter vivere, lavorare e soprattutto giocare sempre in maggior sicurezza.

I bambini d’oggi posso stare tranquilli, visto che la Fila, l’attuale produttrice del Das, ha assicurato che l’utilizzo della propria pasta non causa il rischio di contrarre alcuna malattia cancerogena.

Carlo Alberto Ribaudo

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