AMIANTO: PROCEDONO LE VERIFICHE A TRENTO

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Il consigliere comunale di Trento della Lega Nord Trentino, Vittorio Bridi, ha presentato in questi giorni un’interrogazione circa la possibile presenza di amianto negli immobili Itea di Madonna Bianca e Crosina Sartori intitolate “Amianto negli appartamenti pubblici e privati della città e in particolare in quelli di Madonna Bianca e Crosina Sartori” in difesa della salute degli occupanti degli appartamenti e per verificare la presenza di amianto in pavimenti e canne fumarie.

“Negli ultimi anni – citiamo il testo presentato dal Consigliere – le normative nazionali e comunitarie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni sono proliferate in maniera esponenziale portando le imprese e le famiglie a dovere adeguare i locali adibiti ad impresa o ad abitazione a tali normative. Gli investimenti privati e pubblici in questa direzione sono elevati e pure ogni nuova legge emanata dagli organi legislativi su tali materie tende a considerare sempre più la tutela e la prevenzione delle malattie e degli infortuni delle persone.”
Ecco le premesse all’interrogazione: “Preso atto che il D.Lgs. 626 del 1994 (modificato successivamente dal D.Lgs 81/2008) va in questa direzione per quanto riguarda i lavoratori e le altre figure aziendali coinvolte nel processo produttivo dell’impresa, e rappresenta un fattore normativo determinante per il successo dei sistemi di prevenzione e per la promozione della salute sul lavoro, con esso s’impone ai datori di lavoro privati e pubblici obblighi e responsabilità in merito alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro e di loro competenza.

Appurato che l’impulso in questa direzione di questo decreto legislativo lo si nota soprattutto sul fronte del settore privato. Infatti imprese di piccole o medie dimensioni oggi sono costrette, siano esse già esistenti o di nuova costituzione, ad adeguarsi a tali normative, pena l’intervento delle autorità pubbliche competenti, che hanno il potere di irrogare sanzioni o addirittura di sospendere l’attività dell’impresa ritenuta “illegale”.
Risulta chiaro che la legge deve essere rispettata da tutti i soggetti, e nel caso in esame da tutte le imprese. L’autorità pubblica, garante della legalità, è obbligata ad intervenire ogni qualvolta si verifichi una violazione della legge.

Constatato che a Trento, negli appartamenti Itea alle Torri di Man, costruiti negli anni 1970, si sarebbe accertato che le canne fumarie e i pavimenti sono pericolosi per la presenza di amianto. Tale sostanza infatti, causa di migliaia di casi annuali di tumore all’apparato respiratorio, sarebbe stata riscontrata nelle piastrelle di linoleum degli alloggi pubblici. Questo a seguito di un controllo del “Settore Laboratorio e controlli dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente” attivato già molti anni fa su istanza di alcuni inquilini che hanno fatto analizzare una parte della loro pavimentazione. Il risultato sarebbe stato che molte piastrelle contenevano il 20% di amianto e quindi nocivo per la salute umana. Gli interroganti non sono al corrente di quanti appartamenti siano pavimentati con tali piastrelle. Certo è che visto che le Torri sono state costruite negli anni settanta del secolo scorso, e sono abitate da più di 44 anni, è facile presumere che qualche scorticatura sulle piastrelle ci sia e che quindi possa essere rilasciata polvere pericolosa per la salute umana.
Verificato che, probabilmente, molti interventi di sostituzione negli anni sono stati eseguiti da parte dell’ente gestore o proprietario di tali appartamenti, il dubbio sollevato da questa vicenda lascia molti interrogativi sul ruolo stesso del servizio pubblico nella prevenzione delle malattie e nella sicurezza della salute. Perché è chiaro che se si deve adeguare alle normative il privato cittadino o l’impresa privata per tutelare le persone dagli infortuni e dalle malattie, questo lo deve fare per ragioni ancora più chiare l’ente pubblico.”

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