CAMBIANO LE ACCISE SULLE SIGARETTE A FAVORE DI QUELLE ELETTRONICHE

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Il Governo ha stabilito di aumentare le accise sulle sigarette tradizionali per poi prevedere una tassazione minore del 50% per i ”tabacchi a inalazione senza combustione”, ossia le sigarette elettroniche. Tale manovra è stata giustificata tramite la notazione per la quale queste ultime risulterebbero essere meno dannose. Il Governo Letta era invece del parere di aumentare le accise anche per le “E-cig” benché tale azione non sia poi andata in porto.

La manovra servirà ad incentivare il nuovo mercato delle ”sigarette a danni ridotti” il quale sembra iniziare a soverchiare il vecchio mercato, prima egemonizzato dalle tradizionali sigarette.

Nonostante le accuse ad esse rivolte, le sigarette elettroniche vengono reputate meno dannose delle tradizionali, anche se non si possono avere dati certi prima che sia terminato il periodo scientificamente valido dei 10 anni di consumo.

Martina Pötschke-Langer, esperta nel settore, che rappresenta la Germania nelle trattative del tabacco nel WTO, ha fatto notare come queste possano portare una grande dipendenza da nicotina e ha asserito che «Questa tesi è solo un auspicio. Non esiste alcuno studio scientifico significativo che dimostri la riduzione del consumo di tabacco da parte di chi utilizza le sigarette elettroniche».

Tale notazione, però, non ci deve far pensare che la scelta del governo sia errata; il danno delle sigarette elettroniche non sembra per ora essere paragonabile a quello delle tradizionali: l’assenza di catrame le qualifica a valido palliativo.

Il Governo sta incentivando i consumatori a preferire le sigarette elettroniche seppur alzando di poco le accise per il tabacco, elevando l’aliquota dal 58,6 al 58,7 per cento.

Il mercato delle sigarette si sta estendendo sempre di più offrendo una gamma di prodotti sempre maggiore quali anche le nuove ”Iqos” le quali non sarebbero altro che bacchette di tabacco funzionanti per riscaldamento e non per combustione, che saranno vendute a breve anche in Italia da Philip Morris.

Le novità di cui abbiamo parlato devono far riflettere sulla dinamicità del mercato riguardo sigarette a combustione e sostituti.

Con l’avvento della sigaretta elettronica le multinazionali hanno avuto ingenti perdite a causa del crollo delle vendite del tabacco in pacchetto. Perciò hanno lanciato sul mercato prodotti alternativi, in grado di attenuare le perdite subite.

Queste misure favoriranno le start-up che, sfruttando la nuova apertura nel mercato, potranno studiare dei prodotti interessanti, dedicati ai consumatori che prima usufruivano delle tradizionali sigarette: questo potrebbe infliggere il colpo di grazia alle multinazionali, già vituperate per i danni alla salute che il fumo cagiona, le quali, pur innovandosi, difficilmente riusciranno a uscir illese dalla competizione in riferimento a questa nuova fetta di consumatori che prima le sostenevano.

Clemente Maurizio

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