CHIRURGIA ESTETICA E I NUOVI DESIDERI DI NEW YORK

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Televisori, schermi, videocamere e macchine fotografiche, tutto in HD. A questa moda si sono adeguati i cosmetici, che promettono una pelle dalla grana talmente compatta da apparire perfetta in qualsiasi occasione. Anche la realtà, però, pretende la sua quota di alta definizione: nel mondo reale, nel quale non è possibile un ritocchino con Photoshop, si ricorre al ritocchino vero e proprio. L’ultima tendenza in quanto a rimodellamento estetico del viso pare essere quella del mento. Da un naso perfettamente equilibrato con la rinoplastica siamo passati a uno sguardo “come nuovo” con la blefaroplastica. Successivamente, è stata la volta degli zigomi, sempre più pronunciati, sempre più rotondi. Potrebbe essere una moda a triangolo, nella quale l’ultima parte mancante è quella del mento.

Secondo la Società Americana di Chirurgia Plastica (ASPS) la plastica del mento è l’operazione che sta segnando la maggiore popolarità fra maschi e femmine, con una crescita del 76% dal 2010 al 2011. Questo indice, isolato, batte il trittico di liposuzioni, tossine botuliniche e operazioni nel volume del seno.

La tendenza, come spesso accade, non è soltanto il segnale di un’omologazione estetica rassicurante, ma racconta la storia di una quotidianità diversa. Il mento ha la tendenza a perdere tono muscolare con l’età, situazione “aggravata” dalla cultura del cellulare che ci porta a controllare spesso il nostro smartphone guardando verso il basso. I social network non sono l’unica minaccia all’imperfezione: le riunioni in videochat sono sempre più comuni grazie alla loro praticità. Il viso rimane la parte più esposta durante questo tipo di conversazioni, con il rischio che delle piccole insoddisfazioni legate al proprio aspetto si trasformino in vere e proprie ossessioni. Nell’uomo, invece, questo tipo di intervento assume un connotato sottilmente psicologico: si parla infatti di mento volitivo, testosteronico. Un’affermazione di potere e prestigio che potrebbe rivestire un ruolo chiave in certi ambiti, soprattutto a Manhattan (non ci avevo mai pensato prima di questo momento, ma Manhattan contiene effettivamente la parola “man”).

L’operazione di chirurgia estetica viene dichiarata come “mini invasiva”: un piccolo taglio all’interno della bocca, in poche ore e in anestesia locale, permetterebbe l’inserimento di una parte gommosa e rigida in grado di forgiare immediatamente un viso fresco, riposato e rimodellato.

Due valide alternative low-cost all’operazione sono: alzare il telefono all’altezza del volto mentre si controllano i messaggi e, altra soluzione, spegnere la videocamera per le conferenze al computer tornando, semplicemente, a parlarsi.

di Viviana Giovannini Leveghi

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