EBOLA: “DOBBIAMO IMPARARE DAI NOSTRI ERRORI”

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L’epidemia di Ebola ha scatenato il caos in molti paesi dell’Africa occidentale. Il 2014 è stato l’anno più letale da quando la malattia è stata scoperta nel 1976. Il 4 marzo, la commissione per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche (STOA) del PE ha organizzato un’audizione di esperti nella lotta all’Ebola. Come sostenere la ricerca e come affrontare la situazione oggi?

Durante l’incontro i deputati hanno criticato la mancanza di reattività rispetto al focolaio iniziale. Charles Goerens, deputato lussemburghese del gruppo Alde, ha dichiarato: “L’atteggiamento è comparabile a quello della comunità internazionale verso la crisi economica: troppo poco e troppo tardi. Abbiamo davvero bisogno di imparare dai nostri errori”.

Vicky Ford, deputata inglese del gruppo ECR, ha aggiunto che l’Unione europea si è resa conto della gravità della situazione troppo tardi: “La crisi Ebola ci costringe a ripensare come dovremmo reagire a situazioni come questa”.

Tuttavia, Paul Rübig, deputato austriaco di centro destra, che ha presieduto la riunione, si è dimostrato più ottimista: “Abbiamo investito 1,2 miliardi di euro per rispondere a questa crisi. Ci auguriamo che con questo investimento saremo meglio preparati al futuro”.

Roberto Bertollini (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto che ci sono sufficienti risorse finanziarie disponibili per garantire il primo turno di vaccini, una volta che saranno disponibili. Altri esperti hanno sottolineato l’importanza di test per diagnosticare rapidamente Ebola e per capire il comportamento del virus Ebola sui parenti dei pazienti. Laurence Sailly (Medici Senza Frontiere) ha sottolineato che le famiglie delle vittime hanno spesso sofferto dell’ombra che circonda la malattia a causa del timore di contaminazione.

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