FRENARE I TAGLI AI PRONTO SOCCORSO IN TRENTINO: CLAUDIO CIA DENUNCIA

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Nell’assetto di riorganizzazione dei Servizi Sanitari in Trentino, la decisione di spostare anche i centri di Pronto soccorso è un rischio concreto per i pazienti; dopo le segnalazioni dalla Valsugana e dalle Valli Giudicarie, ora le segnalazioni dalla Val di Non, dove nell’Ospedale di Cles i tagli al personale rendono difficile un intervento con copertura di servizio in sicurezza.

“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni concernenti le criticità rilevate in questo periodo presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cles. Tali criticità riguardano il sottodimensionamento della dotazione di personale per un’Unità operativa che è messa particolarmente sotto pressione durante il periodo invernale, in considerazione della rilevante incidenza di interventi resi necessari da incidenti e infortuni, con un’ampia casistica traumatologica, che si verificano lungo le piste da sci. Nello specifico, le segnalazioni ricevute indicano la presenza in Pronto Soccorso di un unico medico a copertura delle 24 h, cui si affiancano 2 infermieri e un OSS. Solo per alcune ore, nel corso della giornata, un ulteriore medico viene staccato dal proprio reparto di riferimento per supportare il collega presso il Pronto Soccorso. Non è difficile comprendere come un organico così ridotto non possa garantire tempi di attesa accettabili, anche in presenza di pazienti che presentano traumi importanti. A tale riguardo, ci sono stati segnalati tempi che arrivano anche a oltre le 8 ore” la testimonianza di Claudio Cia Consigliere di Civica Trentina, il quale si sta muovendo per farne interrogazione al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.

 

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