Fugatti (LN): “Zeni cade dal pero per la seconda volta” una strategia?

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Se non si trattasse di cose serie che riguardano la salute delle persone ci verrebbe da dire che siamo su “Scherzi a Parte”! Ma purtroppo così non è. Come si può altrimenti spiegare la posizione di una giunta che per mesi e mesi sale e scende da Roma col “cappello in mano” a chiedere una deroga per i punti nascita periferici, con riunioni infinite al ministero della Salute col Ministro Lorenzin, con la vittoria decantata ai giornali pochi giorni fa quando il Ministero ha dato un ok di massima alla deroga per i punti nascita periferici, e che solo ieri (perché fino all’altro ieri sia l’Assessore Zeni che il Direttore Flor dicevano di non saperne nulla…), si accorge che non ci sono abbastanza medici anestesisti per garantire il servizio?

Sembra quasi una barzelletta. Va bene che all’Azienda sanitaria si fanno le nomine dei direttori generali senza concorso, e quindi non sappiamo quale sia stata la concorrenzialità in campo sulle capacità tecniche del Direttore Flor, ma come faceva a non sapere che c’era una direttiva europea recepita a livello nazionale e provinciale che prevede 11 ore obbligatorie di riposo tra un turno e l’altro che avrebbe causato la mancanza di operatività dei punti nascita periferici? Probabilmente nessuno ha informato l’assessore Zeni che c’era questa direttiva, visto che solo venerdì scorso sui quotidiani locali si glorificava della deroga romana affermando: “Ci siamo dati l’impostazione di salvare tutti i punti nascita. A Cavalese garantiremo la presenza sulle 24 ore del ginecologo e di un anestesista”. Siamo di fronte alla seconda volta in cui l’Assessore Zeni “cade dal pino” in pochi giorni: la prima quando non sapeva della esistenza della lettera; la seconda quando non sapeva della esistenza della direttiva europea.

In tutta questa vicenda si nasconde probabilmente un disegno politico provinciale di depotenziamento delle strutture periferiche che nasce con la copertura politica del Presidente Ugo Rossi il quale, non casualmente, su questi temi rimane in silenzio, e che continua all’interno della Azienda sanitaria, con il “braccio armato” del confermato Direttore Generale Luciano Flor.

Sullo sfondo c’è l’Assessore Zeni, che un giorno afferma una tesi e il giorno dopo afferma una tesi diversa. Ai tempi dell’ex Assessore Borgonovo Re c’era almeno una costanza di tesi.. scrive il Segretario Nazionale Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti.

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