Sui casi di polmonite nel bresciano il Prof.Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia respiratoria di Verona, è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

 

“Personalmente, alla luce di quello che leggo sui giornali, – ha detto Dal Negro- ho la sensazione che ci sia ancora la legionella ‘in ballo’. In alcuni casi abbiamo già la conferma, su altri dobbiamo aspettare ma l’andamento mi porta a pensare che si tratterà ancora di Legionella.

 

L’infezione da Legionella già di per se può essere molto grave, con una mortalità del 10% anche fra le persone sane e non anziane. Un fattore di aggravamento è proprio legato all’età ed a comorbilità, altre malattie di cui il soggetto soffre. In questi casi la mortalità è molto più elevata. Quando c’è di mezzo una polmonite il rischio di morte diventa molto più robusto.”

 

La Legionella non si contrae bevendo l’acqua o da persona a persona. Il problema è l’inalazione di aerosolizzazioni con acque inquinate da Legionella. Nel momento in cui si usano condizionatori, umidificatori, si fa una doccia, si innaffia spruzzando l’acqua, ecco in questi casi si creano delle aerosolizzazioni di acqua che può essere appunto respirata. E’ questo il solo veicolo della Legionella. Fare la coda al supermercato a prendere l’acqua in bottiglia non serve, la Legionella si respira non si beve.”

 

“La doccia non è mai sufficientemente calda per uccidere il battere Legionella, bisognerebbe fare una doccia ad 80 gradi che è impossibile, anche se il modo per sterilizzare le tubature è proprio questo, far scorrere l’acqua per due o tre giorni ad 80 gradi per almeno mezz’ora. Il batterio è infatti termosensibile”