LA MINISTRA LORENZIN E LA MANIPOLAZIONE POLITICA DELLA MORTE NEONATALE

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Grave, anzi gravissimo, punibile con delegittimazione. O incompetenza. Sicilia, Calabria e Campania hanno la maglietta nera per la mortalità neonatale e infantile, insieme alla Valle d’Aosta si contendono il primato per il maggior numero di decessi di infante dalla nascita al primo anno di vita. Il Trentino, insieme alla Lombardia e il Veneto è tra le Regioni di eccellenza per la stabilità e per la prontezza di intervento per la salvaguardia della vita dei piccoli.
Non sono parole coerenti, anzi delegittimabili dunque, quelle della Ministra Beatrice Lorenzin, che parla a ragione di cifre legate al numero 500 come indice minimo di nascite per la legittimità di una struttura pubblica adibita ad assistenza al parto, ma mescola, manipolando e usando a suo consumo, molto gravemente, la morte della piccola Nicole di Catania.
Prima fra tutti la mancanza di riscontro, Nicole non ha mai respirato, potrebbe essere morta di infarto alla nascita e quindi essere nata già deceduta; secondo poi a Catania il problema della malasanità è il contrario di quanto sostenuto: vi sono troppi pazienti e poco posto a disposizione. Dunque si vuole peggiorare la situazione funzionale per renderla negativa come in Sicilia?
Dunque parliamo di soldi: se in Trentino il problema dei punti nascite è legato ai costi e ai benefici poco si può dedurre, se non la riqualificazione, se si parla di servizio, la logica sarebbe opposta, mantenere aperti i punti nascita.
Nascere è pericoloso? Statisticamente, ancora no, nonostante in Trentino le mamme abbiano diversi problemi fisiologici che si riversano sul neonato: nascono bambini pre-termine in numero superiore alla media statistica e nascono bambini sottopeso, per i quali vi sono i reparti adibiti presso la Neonatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento e di Borgo Trento Veronese, dove i neonati sono trasferiti.
Mentre i NAS e l’autopsia daranno voce alla verità siciliana in Trentino si espongono i seguenti risultati noti, fermo restano il principio economico di risparmio che esula dalla qualità. “La mortalità infantile in provincia di Trento ha manifestato nel periodo 1999-2011 un’ulteriore riduzione, coerentemente con quanto registrato nelle regioni italiane. Il dato della provincia di Trento si conferma su livelli inferiori rispetto alla media italiana. La casistica completa dei nati vivi e deceduti nel primo anno di vita (sia in provincia che fuori provincia) si compone di 180 casi.”

di Martina Cecco

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