La zanzara Anopheles è presente in Trentino

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Non si fermano le polemiche intorno alla piccola trentina Sofia, morta di malaria a Brescia. Alla sua vicenda, ora, si possono aggiungere ulteriori dettagli dato che nel corso della Question Time in Consiglio Provinciale l’assessore Luca Zeni ha affermato che nel caso della bambina si stanno effettuando analisi che richiedono tempo, sulle anofele ha ricordato che sono presenti 16 specie di anofele, in Trentino e il progetto Lexen, finanziato dalla Pat nel 2014 – 17 sono stati effettuati 49 campionamenti in 18 comuni e sono state analizzare 28.765 zanzare. Lo lo 0,34% di queste sono risultate anofele e quindi c’è una presenza sporadica. Per la malaria, pur essendo delle specie che rappresentano vettori secondari, la letteratura non fornisce elementi sulla loro capacità di trasmettere la malaria (è invece storicamente e ampiamente risaputo che è proprio la zanzara a trasmettere la malattia n.d.r). Ulteriori studi verranno fatti dall’Istituto superiore di sanità, La Mach sta effettuando altri studi. Cinquantuno sono stati i casi di malaria due dei quali mortali. Di questi casi 18 hanno interessato cittadini trentini.
Claudio Cia, l’interrogante,ha detto di essere sorpreso del fatto che la tra le possibilità è stata annoverata quella del contagio della bambina con un ago pungi dito usato per il diabete. Una modalità, per Cia, impossibile. Infine, il consigliere ha chiesto che i donatori vengano messi in una situazione di attesa.

Il Consigliere di Agire per il Trentino aveva presentato un’interrogazione nella quale chiedeva alla Giunta”se può escludere senza ombra di dubbio che in Trentino sia presente la zanzara del genere Anopheles e in tal caso quali informazioni sono a disposizione per comprendere le modalità dell’infezione mortale; si chiede inoltre quanti cittadini, trentini e stranieri, sono stati interessati e trattati per malaria negli ultimi 5 anni è quanti di questo con esito infausto”.

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