MOVEMBER: COMBATTERE I TUMORI CON UN PAIO DI BAFFI

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È australiana la curiosa iniziativa di combattere tumori con un paio di baffi. La fondazione Movember (da Mo, termine gergale australiano con il quale si indicano i baffi, e november, il mese durante il quale si attua la proposta, sinonimo anche dell’età matura in cui gli uomini sono in periodo di attenzione alla prostata, cioè tra i 45 e i 60 anni circa) è nata nel 2004 con l’intento di raccogliere fondi da destinare a più progetti di cura possibili per le forme tumorali maschili. Durante il mese di novembre gli uomini che elargiscono una donazione, o comunque che vogliono dimostrare solidarietà al progetto, si impegnano a non radersi i baffi, cambiando così il loro aspetto e la faccia della salute maschile. Non sono di certo escluse le donne, chiamate a schierarsi a favore della causa promuovendo eventi e raccogliendo fondi.

Sono 22 i paesi che si sono impegnati formalmente nella campagna, mentre tutti gli altri sono confinati da Movember in una lista chiamata Rest of the world (resto del mondo). Purtroppo anche l’Italia fa parte del “resto del mondo”, anche se solo formalmente visto che sono numerosissime le associazioni, imprese, squadre sportive, e persone fisiche che hanno elargito una donazione in favore di Movember. Purtroppo se l’Italia non si impegna formalmente nella campagna anche la promozione della stessa diventa molto più ostica, impedendo a moltissime persone di venire a conoscenza dell’iniziativa e quindi di prenderne parte, a beneficio di tutti quegli uomini colpiti dal tumore.

In parte è anche causa di una mancata campagna ufficiale nel nostro Paese, come spiega la portavoce australiana Jenny Malsen: “Abbiamo moltissimo lavoro da fare prima di stabilirci ufficialmente in un paese: guardare all’interesse che il Movimento suscita tra la gente e la comunità scientifica, ai potenziali partner con cui lavorare, attivare i procedimenti di ‘due diligence’ per verificare che i fondi vadano a giusta destinazione. Quindi partiamo con la campagna ufficiale: lancio del sito web, agenzie di relazioni esterne. Ma in Italia non si è ancora arrivati a questo stadio. La osserviamo con interesse, come altri paesi, ed apprezziamo il fatto che la ‘base’ sia coinvolta nonostante noi non siamo operativi sul vostro territorio”. Vi è quindi un discreto coinvolgimento popolare nel nostro Paese, ma che non ha ancora raggiunto il mondo accademico, scientifico e medico.

Luca Dalle Mese

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