Movimento per la Vita di Trento aderisce alla più grande campagna pro life d’Italia

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Anche il Movimento per la Vita di Trento ha aderito all’iniziativa di Provita Onlus per ricordare il quarantennale della nefasta legge 194 e i suoi più di 6 milioni di bambini morti.  Un camion vela con un manifesto prolife ha iniziato a percorrere le strade principali della provincia trentina e dei suoi maggiori centri abitati. “A 11 settimane dal concepimento il feto è completamente formato. Un’immagine chiara per una verità inconfutabile!”, viene affermato dai promotori dell’iniziativa.

L’immagine lunedì 21 maggio ha percorso le strade di Mezzolombardo, Mezzocorona e Lavis.

La campagna è promossa da ProVita onlus in collaborazione con molteplici associazioni e sostenitori diffusi su tutto il territorio nazionale.

Per la ricorrenza dei 40 anni della legge sull’aborto, da settimane articoli, comunicati, appelli e lettere ai parlamentari sono infarciti di falsi dati, che dovrebbero tranquillizzare sulla riduzione del numero degli aborti in Italia. Purtroppo non è affatto vero: fu esagerato il numero degli aborti clandestini (dichiarato prima della legalizzazione nel 1978), e nella sbandierata diminuzione non si tiene conto del crollo della fertilità in Italia, così pure del forte utilizzo delle varie pillole abortive. ProVita lo spiegherà, dati alla mano, durante la conferenza stampa a Montecitorio, «La legge sull’aborto in Italia a 40 anni dalla sua introduzione. Bilancio e valutazioni», organizzata per il 22 maggio (ore 10.00, Sala stampa)

I camion vela e i manifesti di ProVita, dislocati in 100 Province italiane, lanciano messaggi diversi. Da Non sono un fatto politico, non sono un’invenzione della Chiesa. Sono un bambino, guardami, a quelli già presenti nei maxi manifesti affissi in molte città italiane, come risposta all’assurda censura del sindaco di Roma, Virginia Raggi: Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito.