Ora la febbre del nilo interessa Veneto e Lombardia

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Dopo la recente vicenda inerente il decesso per malaria della bimba di 4 anni di Trento, ora un nuovo caso di infezione da West Nile Virus, o virus del Nilo Occidentale, scuote l’opinione pubblica. 

Il fatto è avvenuto nel Livornese, a Collesalvetti, ma l’allerta – già da tempo lanciata dal centro nazionale sangue – si è già propagata in tempo record. Anche in questo caso si è aperta la caccia alle zanzare (questa volta Culex), con disinfestazioni e massima allerta in tutta la zona

“L’amministrazione comunale di Collesalvetti – si legge infatti sul sito del Comune – ha adottato ieri sulla scorta di una richiesta pervenuta dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, un’ordinanza contingibile e urgente per l’effettuazione di trattamenti adulticidi straordinari, contro la zanzara comune del genere Culex”.

Ad oggi tuttavia le regioni interessante, secondo quanto riportato dallo stesso centro nazionale sangue, sarebbero quelle dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia, con ampie misure preventive predisposte per la maggior parte delle province di quelle regioni.

Tuttavia basta consultare il sito del centro nazionale sangue per rendersi conto del fatto che, a seguito di segnalazioni provenienti dall’estero, già il 21 luglio il Centro Nazionale Sangue aveva diramato una circolare di allerta in merito. Aveva inoltre fatto sapere che “per tutta la stagione estivo-autunnale 2017 il Centro Nazionale Sangue provvederà ad emanare, attraverso specifiche circolari, le disposizioni inerenti le misure di prevenzione della trasmissione trasfusionale del WNV”.

L’infezione da virus West Nile in genere passa quasi inosservata o asintomatica. Tuttavia in una forma clinica può favorire la comparsa di sintomi quali febbre, cefalea, dolori muscolari e possibile eruzione cutanea. Spesso è confusa con forme parainfluenzali o influenza. In alcuni casi, anche se rari, può tuttavia causare gravi problemi.

 

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