PIANO PER LA SALUTE: LA PRESENTAZIONE IN IV COMMISSIONE

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Un piano che metta al centro della propria azione la persona e il suo contesto di vita e di lavoro, considerando l’intero percorso esistenziale. Questa è la rivoluzione del Piano per la salute di cui è iniziato un processo di costruzione partecipato. Oggi l’assessora alla salute e solidarietà sociale, Donata Borgonovo Re, affiancata dal dirigente del Dipartimento Salute e Solidarietà sociale Silvio Fedrigotti, ha illustrato alla IV Commissione del Consiglio provinciale i lavori di preparazione del Piano che, in questa prima fase, sta coinvolgendo tecnici ed esperti. Si tratta di uno strumento di pianificazione di durata decennale, che coniuga politiche sociali e sanitarie, il cui obiettivo è la promozione della salute a tutto tondo: propedeutico al Piano è il disegno di legge n. 56 per la programmazione integrata di politiche sanitarie e sociali, approvato a fine novembre dalla Giunta provinciale, e presentato sempre oggi alla IV Commissione. Dopo i tecnici, che potranno dire la loro fino al 31 gennaio, la parola passerà ai cittadini: dal 1° marzo al 30 aprile si terrà la consultazione pubblica (attraverso incontri sul territorio e con l’ausilio della piattaforma web del progetto trasparenza e partecipazione – http://pianosalute.partecipa.tn.it/).

“Siamo in una fase propedeutica della costruzione del Piano della Salute – ha spiegato l’assessora Donata Borgonovo Re -, non c’è ancora un Piano per la salute definito, stiamo costruendo un documento che al termine di un percorso partecipato dovrà essere sottoposto alle procedure previste dalla legge. Ciò che è cambiato è il punto di vista: anziché partire dai servizi, dalle prestazioni, abbiamo voluto incentrare la nostra azione sulle persone lungo tutto il loro percorso di vita, dalla nascita all’età anziana. Si tratta di un verso e proprio cambiamento culturale, perché la salute di noi tutti è determinata da una serie complessa di elementi di cui servizi e infrastrutture non sono che una parte”.
A Pirous Fateh-Moghadam, del gruppo di lavoro socio-sanitario che si sta occupando del Piano, il compito di illustrare le premesse alla base di questo strumento: “Siamo partiti – ha esordito Moghadam – dalla definizione di salute che ha dato l’Organizzazione mondiale della sanità nel 1948, ovvero salute come ‘stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia’: non si tratta di una condizione statica quanto di un equilibrio dinamico fra diversi fattori che chiamiamo i determinanti” della salute: stili di vita, reti sociali e di comunità, condizioni socio economiche, culturali e ambientali”.
Quattro le fasi previste in questa costruzione partecipata: “La prima ha riguardato la stesura di una proposta di Piano, con l’individuazione di tre macro-obiettivi alti: più anni di vita in buona salute, un contesto di vita e di lavoro favorevole alla salute e un sistema socio-sanitario con la persona al centro; a questi si sono aggiunti altri obiettivi trasversali: ridurre le disuguaglianze sociali nella salute e migliorare la comunicazione tra istituzione e cittadinanza e la competenza in salute della popolazione”. Dopo questo primo step si è aperto alla consultazione dei tecnici: “Accanto al web, i portatori di interesse sono stati coinvolti con seminari ed incontri, per il momento sono arrivate una decina di nuove proposte e una ventina di opinioni, sono inoltre in arrivo diversi documenti di commento complessivo del Piano“, il primo arrivato è quello della Consulta per la salute. In base alle osservazioni pervenute sarà predisposta una nuova proposta di Piano da arricchire ulteriormente, nella fase tre, mediante la consultazione pubblica. L’ultima fase prevede la stesura definitiva del Piano.
Come ha chiarito Pirous Fateh-Moghadam, questa prima proposta di Piano non parte da zero ma si basa su alcuni strumenti di pianificazione esistenti, fra cui i Piani sociali di Comunità e i Piani di distretto, oltre ad essere declinata sul modello trentino, grazie anche agli spunti contenuti nel Profilo di salute del Trentino 2014, le cui informazioni sono state utilizzare per la costruzione dello strumento di pianificazione. È il Profilo di salute del Trentino a dirci che, sebbene lo stato di salute della popolazione trentina sia buono, ci sono elementi di miglioramento. “Sappiamo che in Trentino ogni anno muoiono circa 4.500 persone, al primo posto ci sono le malattie cardiovascolari, poi i tumori, le malattie del sistema respiratorio, quelle del sistema nervoso e i traumatismi – ha detto Moghadam -. Quello che si può fare è ridurre la mortalità evitabile: 736 decessi entro i 75 anni sono per cause potenzialmente evitabili, per un totale di 17.000 anni di vita persi. Più della metà di questi decessi sono dovuti a cause contrastabili con interventi di prevenzione primaria, come miglioramento dell’ambiente di vita e promozione di stili di vita sani”. Altro esempio si può fare sulla disuguaglianza sociale: “In Trentino – conclude Moghadam – le persone con un livello di istruzione più basso o con problemi economici sono più esposti al rischio di avere una cattiva salute“.

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