600 persone con problemi di handicap audio fonetico permanente e 1.5 bambini ogni mille che nascono con tale patologia non reversibile. Sono i primi dati che ci parlano della sordità in Trentino. Dove ad occuparsi di ciò vi è una rete di servizi che interlaccia il pubblico con il privato sociale.

Eppure non sempre è lineare il percorso che una famiglia che è interessata dal problema deve fare per ottenere assistenza, indicazioni e garantire al bambino – in seguito all’adulto – uno standard qualitativo di vita paritario ai coetanei e concittadini.

Barriere architettoniche invisibili che però esistono: vi sarebbe la possibilità di avanzare verso la piena proprietà di diritti umani uguali per tutti? In questa direzione va la mozione 507 proposta in Consiglio Provinciale dal Consigliere proponente Lorenzo Baratter in discussione in queste ore.

“L’idea mi è stata sottoposta dalla Presidente dell’ENS di Trento, Brunella Grigolli, alla fine del mese di ottobre 2016 durante una manifestazione che si è tenuta a Maso Naranch, nel comune di Ronzo Chienis, nel corso della quale era presente la nazionale femminile Volley composta da persone sorde. Mi è sembrata un’ottima idea, un segno di progresso e di civiltà”.

Un punto unico di accesso e una presenza costante di un’interprete LIS. Ecco la integrazione possibile ad oggi.
“Ho appreso in quella sede che era una richiesta che l’ENS porta avanti da anni. Così ne ho parlato al Presidente Ugo Rossi il quale ha manifestato immediatamente la massima volontà di portare a termine questo progetto, dimostrando – anche se non necessario – la sua massima attenzione alle persone più bisognose; del resto tutti ricorderanno che la parola chiave del suo intervento di apertura della legislatura fu “non lasceremo indietro nessuno”.
Conclude Baratter: “Quella frase mi ha sempre colpito molto e sicuramente ha orientato non poco la sensibilità e l’atteggiamento con il quale molti di noi affrontano quotidianamente l’impegno politico e istituzionale.
Conseguentemente ho presentato questa mozione, condividendola con l’ENS che ringrazio (e che ricordo essere un Ente riconosciuto a livello nazionale quale rappresentante delle istanze dei sordi), accogliendo anche alcune migliorie proposte dal collega Walter Viola, che ringrazio.
Ne approfitto per ringraziare anche la Dottoressa Francesca Baruffaldi dell’ENS per le informazioni che mi ha trasmesso e che mi hanno consentito di perfezionare l’atto politico che ho sottoposto al Consiglio provinciale, così come i dirigenti e funzionari competenti della Provincia Autonoma di Trento”.
“Credo sia un bel passo in avanti per dimostrare che la nostra Autonomia può e deve essere sempre un’avanguardia anche e soprattutto in tema di affermazione dei diritti di chi è partito in condizioni sfavorevoli rispetto agli altri e dunque merita una particolare attenzione”.

Martina Cecco