La spesa sanitaria fuori controllo

La salute è la cosa più importante. Dovrebbe esserlo anche per la società. Non è così. La sanità è sempre un argomento di serie B, tanto che a capo del ministero competente ci sono sempre figure di secondo piano. Contano di più la politica estera, gli interni, il bilancio. Ecco, appunto: il bilancio. Sarà proprio il bilancio a riportare la salute al primo posto dell’agenda politica, perché il costo del Sistema Sanitario Nazionale è fuori controllo. I tagli orizzontali, la chiusura degli ospedali, i ticket non sono bastati. L’invecchiamento della popolazione, le tecnologie sempre più avanzate e costose, la crescente richiesta di salute fanno sì che non è più possibile dare tutto a tutti.

Il principio universalista è sacrosanto. Ma se poi non ci sono i soldi diventa flatus vocis, parole al vento, dichiarazione senza effetti reali. A che cosa serve avere il diritto di essere curati gratis se poi per avere una visita o un esame bisogna attendere mesi e quindi essere costretti a ricorrere a prestazioni a pagamento? E’ solo una dannosa ipocrisia! Sulla carta il sistema è gratuito, ma nei fatti per curarsi tempestivamente si deve pagare. Così chi ha i soldi si cura, chi non li ha deve aspettare. E la malattia va avanti.
La richiesta di salute aumenta, ma i soldi non bastano più. La coperta è corta. E allora bisogna avere il coraggio di cambiare. Ma come? Con un nuovo SSN che si basi su due pilastri: la socialità e la razionalità.
Nei paesi dove non c’è protezione chi si ammala e ha bisogno di cure costose si rovina. Ciò non deve accadere. Le prestazioni pesanti devono rimanere gratuite per tutti. Solo che per garantirlo è necessario stabilire delle nuove regole. Tutti, a parte i poveri, si dovranno pagare i farmaci meno cari mentre le fasce di reddito più alte pagheranno i farmaci, le visite specialistiche, gli esami routinari e altre prestazioni di livello medio-basso, cioè quelle che non ti “rovinano”. Con le risorse risparmiate saranno garantiti i fondi per erogare tutte le altre prestazioni a tutti, mantenendo livelli sempre più alti.
Certo, sarebbe bello poter dare tutto a tutti. Ma sono finiti i tempi. Continuare nell’ipocrisia e non avere il coraggio di guardare in faccia la realtà significa danneggiare i più poveri. La politica non può ignorare oltre questa situazione e i partiti, tutti i partiti, anche se lo hanno ignorato nei programmi elettorali, devono darsi una mossa.