Con 21 voti a favore e 6 contro, è stata approvata dal Consiglio comunale di Verona la mozione 434 che dichiara ufficialmente Verona “città a favore della vita” e che finanzia associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto.

Inoltre la maggioranza ha cercato, senza successo, di far mettere all’ordine del giorno l’altra mozione che prevede la sepoltura automatica dei feti abortiti anche contro la volontà della donna coinvolta.

Le ancelle del movimento “Non una di meno – Verona”, vestite da ancelle di Handmaid’s Tale’ presenti a protestare, sono state sgomberate dall’aula e quasi 50 persone sono state trattenute nell’androne del consiglio comunale in attesa della restituzione dei documenti.

L’onorevole Comencini, uno dei promotori della mozione 434, non era presente a votare. Persino la capogruppo del PD Padovani ha votato a favore.

La mozione parte da una valutazione sugli aborti clandestini (che non può che essere sommaria, visto proprio il concetto di ‘aborto clandestino’), ma anche sulle morti nascoste «prodotte dalle pillole abortive». Il tutto, ovviamente, in coincidenza con il quarantesimo anniversario della promulgazione della legge 194 che legalizzava l’aborto.