VIRUS EBOLA, DIFFUSIONE IN TRENTINO ALTAMENTE IMPROBABILE

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​​​​​A proposito di Ebola, rispondendo a uno dei quesiti di un’interrogazione presentata il 23 luglio scorso dal consigliere provinciale Claudio Civettini (Lega), l’assessora alla salute Donata Borgonovo Re ha chiarito che le modalità adottate dall’Azienda sanitaria con uno specifico protocollo per gestire l’accoglienza degli immigrati richiedenti asilo politico, in arrivo dall’Africa tramite l’operazione “Mare nostrum” e ospitati nelle strutture trentine di Marco e Castelfondo, sono in linea con le indicazioni nazionali (Accordi Stato-Regioni e Province autonome d circolari del ministero della salute).

L’assessora ha spiegat0 che seguendo il protocollo l’Apss effettua oltre alle vaccinazioni di base, un ulteriore screening per malattie infettive tramite visita medica d’ingresso all’arrivo nella struttura di Marco a tutti i migranti. Si verifica in tal modo la presenza di condizioni di salute incompatibili con la vita in comunità e la presenza di malattie acute/diffusive che necessitino di cure ospedaliere/specialistiche urgenti. “Il protocollo – continua Borgonovo Re – prevede inoltre una sorveglianza continua delle forme infettive” e “tra le 13 sindrome soggette a sorveglianza sono incluse le febbri emorragiche come la malattia da virus Ebola”.

L’assessora ha concluso con una rassicurazione: “Anche se siamo in presenza – scrive – di un’epidemia che ha colpito quattro paesi (Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria) l’Apss ritiene che allo stato attuale sia altamente improbabile che qualche individuo contagiato dal virus Ebola possa raggiungere il Trentino senza che le autorità sanitarie ne vengano a conoscenza e che non vi siano quindi le condizioni per un possibile innesco di un focolaio epidemico e che siano ampie garanzie sulla sicurezza dei cittadini trentini”.

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