Home Blog

Bella stagione, brutti fisici: promossi e bocciati alla prova costume

0

Nonostante il caldo spinga a spogliarsi, quasi la metà degli italiani (45,9 %) non sono pronti alla prova costume visto che si trova in sovrappeso o addirittura obeso nonostante la corsa last minute a diete e all’attività fisica per recuperare la forma perduta. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base del rapporto Osservasalute presentato questa settimana, nel primo weekend di vero sole del 2018 con temperature che invitano a scoprirsi in spiaggia al mare, al lago o lungo i fiumi.

Il problema di una forma non proprio longilinea riguarda 23 milioni di persone adulte lungo tutta la Penisola – rileva la Coldiretti – ma coinvolge in misura maggiore le regioni del Sud con il record della Basilicata che ha il 52,7% della popolazione in sovrappeso o obesa, seguita dall’Abruzzo con il 52,3%, dal Molise con il 51,9%, dalla Campania con il 51,1%, la Calabria con il 50,4% e la Sicilia con il 49,1%. Il Nord è invece in genere più in forma con il Trentino Alto Adige che guida la classifica degli snelli con appena il 38,8% della popolazione che ha problemi di bilancia, seguito dal Piemonte con il 40,9%, la Lombardia con il 43,2%, la Valle d’Aosta con il 43,4% e la Liguria con il 44%. Mentre la regione del centro Italia che vince sulla prova costume è il Lazio con solo il 42% degli adulti che combatte con la pancetta.

E se sono molteplici le proposte più o meno scientifiche seguite dai 12 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno cercato di ridurre il girovita, sulle tavole nazionali è tornata in maniera con forza la dieta mediterranea con un aumento record dei consumi che va dal +7% per il pesce fresco fino alla crescita del 4,3 per la frutta fresca nel 2017 secondo elaborazioni Coldiretti su dati ismea. Un andamento positivo che riguarda anche gli ortaggi freschi con un +4% favorito anche – continua la Coldiretti – da nuove modalità di consumo sospinte anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe come centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari ai più piccoli.

Una tendenza confermata – precisa la Coldiretti – dalla forte crescita di alimenti come la frutta secca: (+7,9%), la pasta di semola integrale (+16%) o il riso integrale che mette a segno addirittura un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. L’attenzione per prodotti salutistici è accompagnata anche – riferisce la Coldiretti – dalla ricerca della praticità ed emerge un apprezzamento per le zuppe pronte (+33%) e per le insalate in busta con gli ortaggi di IV gamma (+4,3%). Evidente l’incremento della spesa per l’olio extravergine di oliva che nel 2017 risulta superiore dell’11% rispetto al 2016.

Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito al nostro Paese di conquistare primati mondiali di longevità: tanto che la speranza di vita degli italiani – conclude la Coldiretti – è salita a 82,8 anni, 85 per le donne e 80,6 per gli uomini con un consistente aumento rispetto alla media di 81,2 anni di dieci anni fa quando si era 83,9 per le donne e a 78,6 per gli uomini.

Earth Day: ecco i 10 motivi per festeggiarlo ogni giorno

0

Dopo che gli anni dal 2015 al 2017 sono stati quelli con il primo trimestre piu’ caldo in assoluto, anche il 2018 si inserisce nella top ten collocandosi al sesto posto con una temperatura registrata sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,74 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della giornata della Terra (Earth day) che si festeggia in tutto il mondo il 22 aprile, sulla base delle rilevazioni Noaa dal 1880, dalle quali si evidenzia che il primo trimestre 2018 ha fatto registrare temperature record in Nuova Zelanda, estremo oriente Russo, Asia meridionale e Australia del sud.

La conferma della tendenza al surriscaldamento a livello globale viene purtroppo dal fatto che – sottolinea la Coldiretti – il discorso non cambia se si considerano gli anni interi con il 2017 si che è classificato al terzo posto tra gli anni piu’ caldi sul pianeta preceduto dal 2015 e dal 2016 che è stato il piu’ bollente.

La situazione è preoccupante anche in Italia con il 2017 al sesto posto tra gli anni piu’ caldi dal 1800 con una temperatura che è risultata di 1,16 gradi superiore alla media del periodo di riferimento, a conferma delle anomalie climatiche in corso secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che rilevano le temperature da 217 anni. Nella classifica degli anni piu’ caldi ci sono infatti nell’ordine – precisa la Coldiretti – il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001, poi il 1994, il 2009, il 2011 e il 2000.

Il problema del riscaldamento globale – sostiene la Coldiretti – riguarda tutti ed è possibile contribuire anche personalmente a fermare gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici con stili di vita piu’ responsabili. Una attenzione che si sta imponendo sulle tavole con 4 italiani su 10 che nei loro acquisti alimentari pongono maggiore attenzione all’ambiente secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

La Coldiretti ha elaborato un decalogo per consumi sostenibili dal punto di vista climatico ed ambientale che consentono di ridurre la dipendenza dal petrolio e di tagliare le emissioni di gas ad effetto serra. Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi, evitare di apparecchiare con piatti e bicchieri di plastica sono, insieme alla raccolta differenziata, alcuni dei comportamenti suggeriti dalla Coldiretti. Con semplici accorgimenti nella spesa di tutti i giorni e nel consumo degli alimenti ogni famiglia italiana può tagliare i consumi di petrolio e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra di oltre mille chilogrammi (CO2 equivalenti) all’anno per contribuire personalmente con uno stile di vita responsabile e attento all’ambiente.

IL DECALOGO DELLA COLDIRETTI PER SPESA SALVA TERRA

1. Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;
2. scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione;
3. ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore, come nei mercati di campagna amica della Coldiretti, per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;
4. privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi come i distributori automatici di latte;
5. acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;
6. fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;
7. riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;
8. ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;
9. ridurre gli sprechi ottimizzando gli acquisti e riscoprendo la cucina degli avanzi per evitare che finiscano tra i rifiuti;
10. fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.

Assemblea SAT: un’ovazione per Bassetti

0

A giudicare dall’ accoglienza riservata da parte dell’ A​ssemblea ​dei delegati ​alla relazione del presidente, si può tranquillamente affermare che colui che ha guidato la SAT in questi sei anni, non verrà dimenticato.

Bassetti, a detta dei più, non è stato soltanto un presidente innovativo, ma è stato soprattutto un uomo di aperture e  di relazioni, con importanti competenze ed un indubbio carisma. Relazioni con enti, istituti di ricerca, istituti scolastici ed associazioni, ma soprattutto relazioni tra le persone, i soci, le sezioni, le Commissioni. Un’ovazione dunque ha accompagnato il suo discorso di commiato, che ha non ha mancato di far trasparire un velo di emozione negli occhi del presidente/professore.

I passaggi più significativi del suo discorso guardano al futuro: “Il tema della misura e del limite deve rimanere bussola anche per il futuro- ha sottolineato – Limite e misura che manteniamo anche sui sentieri, eccellenza nell’arco alpino. Anche qui a fronte del lavoro di una commissione straordinaria registriamo costanti pressioni e spesso anche feroci attacchi, perché il boom delle bike trova interessi che si coalizzano per fare uso indiscriminato dei internet. I divieti sono la cosa meno bella da vedere in montagna, ma la scelta del legislatore li ha previsti e gli accordi sui tavoli sono frutto di mediazioni lunghe e defatiganti. E gli accordi raggiunti tutte le parti li devono rispettare. Non sempre è così. E si alzano proteste contro SAT, considerata lobby della montagna”.

Un monito di estrema attualità nel momento in cui  la primavera è già esplosa con temperature estive, ma in un  contesto  dove sono soprattutto i numeri a parlare: Gestiamo più di 5.500 chilometri di sentieri, sono stati approvati divieti su  610 chilometri, per una percentuale media del 11% di sentieri vietati,  con un totale di 375 divieti apposti – ha spiegato Bassetti – Le percentuali variano da ambito a ambito, possono andare da un massimo del 33% come al minimo di 3% ( Val di Sole) e sono relative alle caratteristiche dei sentieri. Noi abbiamo accettato la mediazione, chi vuole il far west sappia che troverà una forte opposizione. In questo chiediamo massima collaborazione all’ente pubblico. Nel mettere i cartelli. Nei controlli. Nella comunicazione. Nella educazione”.

E rimanendo in tema di rispetto della montagna Bassetti torna sugli eventi in quota: “Ciò che è successo ultimamente in Brenta, con il grande dj set allo Spinale e i Bastard sulla Tosa, è emblematico- sottolinea – L’aspetto più preoccupante è la cultura che li ha prodotti e il coro favorevole che li accolti. Io credo che dieci anni fa, se sulla Tosa si fosse verificato un simile affronto una intera comunità sarebbe insorta. Ora tocca a una minoranza e tocca anche a SAT, passare per gente superata e incapace di stare al passo con i tempi. Sono episodi che hanno la fascinazione e la capacità di trovare emulazioni con diffusione sempre più ampia”.

In tema di rifugi l’aggiornamento riguarda soprattutto il rifugio Boè:

“L’impegno più impattante finanziariamente degli ultimi anni- annuncia – sia per l’ente pubblico che per la SAT. U partita risolta con la modifica della normativa, per quanto riguarda l’entità del finanziamento pubblico, che supera i 3,5 milioni euro e per la sua concessione, fissata nell’arco di dieci annualità. I lavori inizieranno a fusione del manto nevoso e dureranno tre anni. L’impegno del gestore è garantire l’apertura in questo periodo, grazie alla intelligente scansione degli interventi”.

Un altro rifugio è al centro delle attenzioni dei soci è il Tonini (un paio di interventi lo hanno sottolineato) che andò tragicamente a fuoco nel 2016, per il quale è arrivato il rimborso da parte dell’assicurazione di 720.000 euro, è in fase di progettazione. Il rimborso però non basta a coprire la ricostruzione e le trattative sia con la PAT, che con sponsor privati, fervono per arrivare ad avere l’importo necessario nel più breve tempo possibile.

Chiudo questa esperienza, che non esito a definire formidabile sul piano umano – ha chiosato in conclusione Bassetti –E aggiungo anche che non sono disponibile a misurami in altri campi, come quelli politici. Lo faccio per rispetto a questa storia, lo faccio per rispetto a SAT; non ho fatto il Presidente per costruirmi un futuro altrove. Il mio futuro è qui con voi, da socio semplice”.

Approvato anche il conto economico 2017 di SAT ed il preventivo 2018. Il bilancio 2017chiude con un attivo di 678.000 euro grazie al premio assicurativo del rifugio Tonini, senza di esso l’attivo sarebbe comunque di 64.000 euro sempre che il CAI, mantenga in essere i rimborsi che da anni riconosceva a SAT e che adesso tenta di mettere in discussione.

I 243 soci presenti all’assemblea con 70 deleghe (per un totale di 313 votanti su un totale di 351 delegati aventi diritto al voto) in rappresentanza di 75 sezioni su 87, hanno approvato tutti i punti all’ordine del giorno all’unanimità per la quasi totalità delle discussioni in corso.

L’assemblea è stata condotta in qualità di presidente da Ferruccio Salvaterra presidente della SAT di Tione, da Fabio Tognotti vice presidente della SAT di Ala come segretario e dal direttore di SAT sede Centrale Claudio Ambrosi.

Lo spoglio dei voti si farà lunedì 23 aprile, quando verranno resi noti i nomi dei 19 consiglieri che andranno a comporre il nuovo consiglio direttivo.

Giovedì 26 aprile invece alle 20.30 è prevista la prima riunione del Consiglio Direttivoche procederà all’elezione del presidente, dei due vice presidenti e del segretario.

Camminare veloce riduce il rischio di problemi cardiaci

0

Camminare velocemente riduce il rischio di ospedalizzazione nei pazienti con problemi cardiaci, secondo una ricerca presentata oggi a EuroPrevent 2018, un congresso della Società Europea di Cardiologia, e pubblicata sull’European Journal of Preventive Cardiology. Lo studio durato tre anni è stato condotto su 1.078 pazienti ipertesi, di cui l’85% era affetto anche da malattie coronariche e il 15% aveva anche una malattia valvolare. Ai pazienti è stato quindi chiesto di camminare per 1 km su un tapis roulant con un’intensità moderata. I pazienti sono stati classificati come lenti (2,6 km / ora), intermedi (3,9 km / ora) e veloci (5,1 km / ora medi). Un totale di 359 pazienti erano camminatori lenti, 362 erano intermedi e 357 erano camminatori veloci.

I ricercatori hanno registrato il numero di ospedalizzazioni per tutte le cause e la durata del ricovero nei successivi tre anni. I partecipanti sono stati segnalati dal Registro Sanitario Regionale della Regione Emilia-Romagna, che raccoglie dati sul ricovero per tutte le cause. L’autrice dello studio, dottoressa Carlotta Merlo, ricercatrice presso l’Università di Ferrara, ha dichiarato: “Non abbiamo escluso cause di morte perché la velocità del cammino ha conseguenze significative per la pubblica salute. E’ un precursore della disabilità, della malattia e della perdita di autonomia”.Durante il triennio, 182 dei “lenti” (51%) hanno avuto almeno un ricovero in ospedale, rispetto a 160 (44%) dei camminatori intermedi e 110 (31%) dei camminatori veloci. I gruppi a movimento lento, intermedio e veloce hanno trascorso rispettivamente un totale di 4.186, 2.240 e 990 giorni in ospedale nel corso del triennio. La durata media della degenza ospedaliera per ciascun paziente era rispettivamente di 23, 14 e 9 giorni per i camminatori lenti, intermedi e veloci. Ogni  km / orario di aumento della velocità di deambulazione ha comportato una riduzione del 19% della probabilità di essere ospedalizzati durante il triennio.

Rispetto ai pedoni lenti, i camminatori veloci avevano una probabilità di ospedalizzazione inferiore del 37% in tre anni. La dottoressa Merlo ha affermato: “Più è veloce la velocità di camminata, minore è il rischio di ospedalizzazione e più breve è la durata della degenza ospedaliera, poiché la ridotta velocità di marcia è un indicatore di mobilità limitata, che è stata collegata alla diminuzione dell’attività fisica”. Ed ha proseguito: “Camminare è il tipo di esercizio più popolare negli adulti: è gratuito, non richiede un addestramento speciale e può essere svolto praticamente ovunque. Pur brevi, ma regolari, le passeggiate hanno notevoli benefici per la salute. Il nostro studio dimostra che i benefici sono ancora più grandi quando aumenta il ritmo del camminare “.

Degasperi: “Ora Bordon querelerà anche Peter Gomez?”

0

“Ci aspettiamo che il Direttore Generale Bordon quereli anche Peter Gomez del Fatto Quotidiano”, è questo quanto affermato dal Consigliere provinciale del M5S Filippo Degasperi dopo che il Fatto Quotidiano ha dedicato un’intero articolo sulla sanità in Trentino dal titolo “concorsi pilotati nella Provincia autonoma, in ospedali e università”. Consigliere porta le prove, la giunta tace”.

Una vicenda che è costata al Consigliere Filippo Degasperi, poco più di un mese fa, stando alle cronache, una denuncia, probabilmente per la vicenda della selezione per medico di urgenza della quale conosceva in anticipo il nome del vincitore. “Senza conoscere evidentemente i dettagli della vicenda non esitava ad accusarmi a mezzo stampa di presentare interrogazioni e documenti solo per diffamare, denigrare e gettare fango”, ha affermato Degasperi.

“Ora, visti gli sviluppi, al suo posto avrei già preparato le valigie. Sfortunatamente per i trentini, considerato che costui gode della piena fiducia dell’Assessore Zeni (per la cui dipartita politica è necessario attendere ancora qualche mese), siamo sicuri che non farà alcunchè e, come suo solito, si arrampicherà sui vetri per giustificare l’ingiustificabile”, continua il Consigliere del M5S.

Degasperi ha comunque voluto rassicurare tutti sul fatto che ha già provveduto a querelare il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale Bordon per le dichiarazioni rilasciate. 

L’articolo del Fatto Quotidiano si è occupato anche di altre strane anomalie avvenute in Trentino come quella che riguarda il concorso per il posto del direttore dell’ufficio programmazione e gestione finanziaria del servizio politiche sociali della Provincia di Trento. Il 20 ottobre scorso Degasperi aveva indicato che il vincitore sarebbe statoRoberto Pallanch, ex segretario del Pd di Rovereto, il che si è verificato puntualmente. Pallanch è risultato il primo di 11 candidati con un punteggio di 26/30 allo scritto e l’unico ammesso agli orali.

L’irresistibile spocchia radical chic di Michele Serra

0

La celebre distinzione di Jessica Rabbit fra apparenze e realtà, «Io non sono cattiva, è che mi disegnano così», non si applica ai radical chic, che sono propriocome li disegnano: altezzosi, caricaturali, snob. L’ultima conferma in questo senso la offre oggi su L’Amaca, la sua rubrica, Michele Serra, arrivando a scrivere che, se gli «episodi di intimidazione di alunni contro professori» si verificano prevalentemente negli «istituti tecnici e nelle scuole professionali», è perché «il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole» nonché di «rispetto delle regole è direttamente proporzionale al ceto sociale di provenienza».

serra

Tradotto dal Vangelo secondo Michele: al liceo vanno i bravi ragazzi, gli «istituti tecnici e nelle scuole professionali», invece, pullulano di avanzi di galera, aspiranti boss della mala e promesse della criminalità. Se ne deve dedurre – Serra non lo scrive, ma è la conseguenza del suo ragionamento, chiamiamolo così – che l’università pulluli di santi e i laureati siano pronti a salvare l’umanità dalla barbarie, perché «il popolo è più debole della borghesia». Quest’ultima chicca Serra l’ha scritta veramente e c’è da meravigliarsi che, nel 2018, si possano vergare simili scemenze essere subito inondati da risate e pernacchie.

Gli «episodi di intimidazione di alunni contro professori» sono infatti qualcosa di troppo serio per essere letto in chiave classista e a colpi di generalizzazioni, come se l’educazione e il rispetto fossero valori economici e non etici; come se al liceo, talvolta, non vi fossero casi di professori umiliati o presi in giro da alunni prepotenti. Forse nel magico mondo di Repubblica, che ospita i colpi di genio di Serra, le cose vanno diversamente, ma in quello reale le cose vanno così. E prima la smettiamo di leggere la realtà con filtri ottocenteschi, tornando a riconoscere all’Educazione, quella vera, il primato sociale che merita, e meglio sarà per tutti.

Per quanto riguarda, infine, l’idea – anche questa farina del sacco di Serra – secondo cui i poveri «continuano a riempire le carceri e i riformatori», ci limitiamo a osservare che l’affermazione secondo cui gli immigrati, regolari e non, «continuano a riempire le carceri» – non meno vera, anzi -, su L’Amacaverrebbe giudicata razzista, xenofoba e chi più ne ha più ne metta. In tutto ciò, l’unica consolazione, a parere di scrive, è che finché una certa sinistra continuerà a ragionare in questo modo, diciamo così, i progressisti non saliranno al potere per decenni. O fino a quando non si farà votare solo il ceto salottiero, senz’altro meno «debole» del popolo. Ma assai più arrogante.

Il Barone Rosso, asso tra gli assi dei pionieri dell’aviazione militare

0

Il 21 aprile 1918 a Cappy in Francia perdeva la vita durante una missione militare Manfred Von Richtofen, meglio conosciuto come “Il Barone Rosso“, asso dell’aviazione militare tedesca durante la Prima Guerra Mondiale.

Manfred Albrecht Von Richtofen nacque a Breslavia (allora capitale della Prussia) il 2 maggio 1892, primogenito del barone Rittmeister Albrecht Philip Karl Julius von Richtofen e della nobildonna Kunigunde von Schickfus und Neurdoff. 

Allevato con una precisa e severa educazione militare, Manfred Von Richtofen fu addestrato dapprima alla scuola per cadetti di Wahlstatt, per poi proseguire alla Reale Accademia militare prussiana a Groß-Lichterfelde diplomandosi nel 1911.

Nominato sottotenente dell’esercito, con l’assassinio di Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia e il contestuale scoppio della I Guerra Mondiale, fu assegnato al fronte occidentale dove combattè in diverse battaglie tra cui spicca quella di Verdun contro l’esercito francese. Per il valore dimostrato in guerra ricevette nel 1914 la Croce di Ferro, una delle massime decorazioni militari prussiane dell’epoca.

Nonostante il costante impegno sul fronte a Von Richtofen andava stretta la vita di trincea, troppo monotona e poco attiva per il carattere avventuroso e la sua voglia di emergere.  Così nel 1915 entrò a far parte della Luftstreitkräfte, l’aviazione tedesca, divenendo rapidamente un membro fondamentale di questo reparto.

Fu proprio durante questo periodo che Von Richtofen si guadagnò l’appellativo di “Barone Rosso”. L’epiteto gli venne conferito non solo per la sua abilità alla guida, ma anche perchè era solito pilotare velivoli completamente dipinti di rosso

Tra il 1915 e il 1918 riuscì ad abbattere più di ottanta velivoli nemici divenendo l’asso degli assi dell’aviazione prussiana, celebrato dai compatrioti e temuto e rispettato dai nemici. Grazie alle sue vittorie il Barone Rosso riuscì a guadagnare il Pour le mérite”, il più alto riconoscimento militare prussiano, ottenendo contestualmente il comando del Jasta 11 una squadriglia da caccia considerata la più valorosa di tutta l’aviazione.

Lungo tutta la sua carriera Manfred Von Richtofen fu apprezzato non solo per le sue qualità come pilota, ma soprattutto per quelle umane. Viene ricordato come un uomo leale e pronto a dare la vita per aiutare i suoi e difendere i valori in cui credeva.

Proprio cercando di salvare un pilota della sua squadriglia che veniva minacciato da velivoli nemici, il 21 aprile 1918, il Barone Rosso venne abbattuto nei cieli di Cappy in Francia trovando la morte. I resoconti dell’epoca evidenziano come si fosse portato sulla linea nemica per cercare di difendere un sottoposto che veniva minacciato da 3 velivoli inglesi.

Alla sua salma vennero tributati i funerali di stato e venne seppellita con tutti gli onori del caso nel Cimitero Militare Tedesco di Fricourt, venendo spostata nel 1976 nel cimitero di Weisbaden.

Nella cultura di massa il Barone Rosso viene ricordato come una delle figure di spicco della Prima Guerra Mondiale, con il passare degli anni numerosi sono stati i tributi alla memoria di Manfred Von Richtofen che dimostrano quanto il pilota fosse amato e benvoluto dalla sua gente.

Tra questi spiccano i film  “La caduta delle aquile”(1966) e “Il Barone Rosso” (1971 e 2008), la canzone Death or Glory del gruppo heavy metal Iron Maiden, le canzoni “Snoopy contro il Barone Rosso” di Giorgio Gaber e Gernhard e Holler oltre a  numerose strisce del celebre fumettista Charles M. Schulz. Nei Peanuts (celeberrimo fumetto di Schultz) Snoopy immaginando di essere un aviatore della Prima Guerra Mondiale combatte contro il Barone Rosso.

Questi tributi sono un chiaro riferimento di come la bravura e l’importanza di questa figura siano rimaste nell’immaginario collettivo fino ai giorni nostri. Nonostante difendesse una bandiera diversa, il valore del Barone Rosso a venire riconosciuto anche al di fuori dei confini tedeschi.

Carlo Alberto Ribaudo

Folgaria, si è chiusa la stagione sciistica con il nuovo record di presenze annuale

0

In una stagione che si ricorderà per il record di presenze turistiche, la Skiarea Folgaria può celebrare anche un crescente riconoscimento da parte dello sci agonistico.

L’inverno 2017–2018 ha visto alternarsi sulle nevi dell’Altopiano la Nazionale italiana di gigante femminile, le nazionali maschili austriaca, francese e norvegese. Qui sono venuti Lindsey Vonn e Ted Ligety.

Folgaria ha ospitato l’Olimpiade Giovanile Fis Children Cup (l’ex Topolino) e i campionati nazionali del Centro sportivo italiano. Si sono disputate 27 gare tra Fis (Federazione internazionale sci) e Fisi (Federazione italiana sport invernali). Non meno combattute sono state le 41 gare amatoriali.

Sulla Skiarea si sono allenati, tutte le settimane, oltre mille atleti (per la precisione 1.013) appartenenti agli sci club che hanno come riferimento Folgaria per la propria attività agonistica. A questi vanno aggiunti gli sci club trentini e veneti che hanno chiesto saltuariamente la disponibilità delle piste e gli sci club amatoriali che rivolgono la loro attività ad adulti e senior. Si possono dunque contare oltre 1.550 allenamenti dei club di riferimento, più quelli “occasionali” e quelli del Comitato Trentino, dei campioni internazionali e delle nazionali.

Una presenza sportiva che ha anche indubbie ricadute turistiche, come spiega il presidente di FolgariaSki Denis Rech: «La stragrande maggioranza di questi atleti è minorenne e al loro seguito arrivano altrettante famiglie che frequentano le piste, i noleggi, i rifugi e i negozi e fruiscono di molti servizi; in tanti affittano un appartamento. Anche le gare amatoriali hanno una grande ricaduta turistica, facendo conoscere il territorio a centinaia di persone. E non scordiamo che i giovani agonisti di oggi potranno essere i turisti di domani».

Unanime e positivo è il giudizio dei 5 sci club. Infatti, grazie a un’ottima e articolata organizzazione, si può fare attività agonistica intensa e dai numeri ineguagliati in Trentino.

Per lo Sci club Città di Rovereto, Franco Prezzi: «Da anni cresciamo nei numeri. Abbiamo sempre più impegni e sono sempre di più le richieste che facciamo alla FolgariaSki, che condivide il nostro intento di far crescere i ragazzi. L’aver organizzato la Marangoni cup ha fatto circolare il nome di Folgaria e se campioni come la Vonn sono venuti qui, dipende anche da questo».

Marco Ballini, dello Sci club Edelweiss di Verona: «Buonissima stagione, abbiamo trovato massima disponibilità e siamo riusciti a mantenere i programmi fatti. Abbiamo atleti dai 4 ai 18 anni, e abbiamo collaborato benissimo con la scuola Scie di passione».

Per lo Skiteam Altipiani parla Francesco Da Villa. «Abbiamo curato 14 gare e siamo riusciti a organizzare, in soli 4 giorni, la Coppa europea maschile di sci alpino: doveva essere in Val d’Isère, ma la località ha rinunciato all’ultimo. Grazie alla collaborazione con l’Alpe cimbra, che garantisce organizzazione e piste al top, e grazie ai tanti volontari».

Cristiano Bertoncello, dello Sci Club Marostica e dello Sci club Team Azzurro Racing: «Con Folgaria mi trovo sempre molto bene. Firmerei subito per ripetere una stagione come quella appena conclusa: neve subito e poi sempre la possibilità di lavorare e variare usando tante piste. Abbiamo una quarantina di ragazzi che portiamo in quota da Vicenza e Bassano».

Il Tezenis ski team è quello col maggior numero di tesserati: oltre 500. A parlare è Angelo De Cesari. «Stagione super positiva: tanta neve e tutte le piste a disposizione. Noi facciamo attività giovanile, lavoriamo su questo territorio da anni e molti atleti e famiglie soggiornano qui».

M.Other, arriva a teatro il complicato rapporto tra donna e maternità

0

Arriva al Teatro di Meano sabato 28 aprile 2018 M.Other, uno spettacolo che indaga il senso di inadeguatezza rispetto al duplice ruolo interpretato dalla donna, quello prima di figlia e poi, ipoteticamente, di madre

 La produzione firmata TrentoSpettacoli, in co-produzione con Festival Pergine Spettacolo Aperto 2015 – M.Other – è pronta a far riflettere tutto il pubblico del Teatro di Meano sabato 28 aprile 2018 alle ore 20.45

 M.Other: madre inteso come legame atavico. Madre inteso come legame indissolubile. Madre inteso come donna che ha generato figli. Ma chi era quella donna prima di diventare madre? Quale donna è diventata?

M.Other è uno spettacolo nato con il bisogno di dare seguito al primo spettacolo della compagnia Rifiuti SpecialiNo Kids. Stato di gravidanza -, che affrontava il tema della gravidanza con l’intento di scardinarne i luoghi comuni. Il centro di questa nuova analisi è sempre la donna. I temi che indaga la compagnia riguardano in particolare la sfera delle scelte/non scelte che rappresentano le molteplici sfaccettature della vita.

Un esempio? La scelta possibile della maternità è indissolubilmente legata alla non- scelta dell’essere innanzitutto figlia. Ci si muove tra passato e futuro esplorando un legame esclusivo quanto complicato, molteplice quanto profondo, come quello con la propria madre.

Una relazione che rappresenta la storia di tutti noi, ma anche il nostro modo di dedicarci alla cura di un nuovo legame, qualunque esso sia: un figlio, una passione, il lavoro, un’amicizia. M.Other parte dalla donna e su di essa torna. Senza mai perderla di vista. La osserva nel suo diventare madre, nel suo rinunciare ad essere ancora figlia, nel suo perdersi nel rimanere donna, nel suo fondersi nel rapporto materno.

M.Other sono tre modi diversi di essere figlie e madri. Ma tre modi vicini di essere donne. Sono state analizzati testi, iconografie, opere classiche e moderne, ma anche madri e figlie di tutti i giorni, con l’intento di analizzare in che modo le donne siano state rappresentate nel loro ruolo di madri, e come queste rappresentazioni abbiano condizionato i molteplici modi di essere madre oggi. Medea, Anna Karenina, Madame Bovary, Maria, Eva, la matrigna di Cenerentola, mia madre, tua madre, Belen Rodriguez: ecco tutte le ispirazioni.

 BIOGRAFIA

I Rifiuti Speciali nascono nel 2013, e attraverso il linguaggio teatrale indagano temi di valenza sociale vicini soprattutto all’universo femminile. La trilogia della maternità nasce infatti con lo scopo di affrontare e scardinare i luoghi comuni che ruotano attorno a concetti universali come quello dell’essere madre. Le drammaturgie dei Rifiuti Speciali si basano sull’ascolto, sul sentito dire, sulla lettura dei giornali di gossip, dei classici della letteratura, sui discorsi ascoltati in luoghi che hanno una chiara connotazione al femminile. Il primo spettacolo della Trilogia sulla maternità è il monologo No Kids – Stato di gravidanza (2013), istruzioni per l’uso dei nove mesi meno magici della vita di una donna. Spettacolo coprodotto da Spazio OFF e TrentoSpettacoli e con il sostegno di Con.Solida. Attualmente i Rifiuti Speciali sono al lavoro sulla seconda produzione della Trilogia, M.Other, con l’intento questa volta di indagare un tema complesso come quello dell’essere madre.

I Rifiuti Speciali sono:

Manuela Fischietti

Regista e drammaturga della compagnia, si è formata con Spazio OFF di Trento ed Estroteatro, perfezionando gli studi con Pino Petruzzelli, Matteo Tarasco, Abbondanza e Bertoni, Jurii Ferrini. Nel 2013 ha fondato Rifiuti Speciali, scrivendo e interpretando il monologo No Kids – Stato di gravidanza che ha debuttato per il Festival dell’Economia di Trento nel 2013.

Ornela Marcon

Laureata in Psicologia, ha studiato recitazione, commedia dell’arte e teatro d’animazione

con Matteo Tarasco, Giovanni Moleri, Mariano Furlani, Roberto Marafante, Lucilla Giagnoni,

Sabrina Simonetto e Walter Broggini. Insegna recitazione e lettura espressiva presso

scuole di teatro di Trento, Rovereto e Riva del Garda. Ha collaborato come attrice, lettrice,

drammaturga e regista con le compagnie TrentoSpettacoli ed Emit Flesti di Trento.

Beatrice Uber

Inizia la sua formazione teatrale nel 2007 presso la Scuola EstroTeatro di Trento. Ha

lavorato come attrice con la compagnia Ilinx di Inzago (MI) e con il Piccolo Parallelo di

Romanengo (CR). A Trento lavora, come attrice e collaboratrice, con TrentoSpettacoli,

EstroTeatro, Emit Flesti.

TrentoSpettacoli è un’agenzia professionale che opera dal 2009 a Trento nel campo dell’ideazione, della produzione, della realizzazione, della distribuzione e della vendita di spettacoli teatrali.

 M.Other – Teatro di Meano, Sabato 28 aprile 2018 ore 20.45

con Beatrice Uber, Ornela Marcon, Manuela Fischietti

testo e regia Manuela Fischietti

uno spettacolo di Rifiuti Speciali

una produzione TrentoSpettacoli

in co-produzione con Festival Pergine Spettacolo Aperto 2015

con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e Spazio Off Trento

Lutto nel mondo della musica, morto in Oman il dj Avicii

0

Il famoso dj e produttore musicale svedese Avicii è stato trovato morto in Oman questo pomeriggio. A riferirlo è la portavoce ufficiale, che ha confermato come il dj sia stato trovato morto a Muscat in Oman.

Sono ancora poco chiare le cause del decesso Diana Baron, la sua portavoce, non ha dichiarato nulla circa le cause della morte, chiedendo contestualmente di rispettare il dolore della famiglia.

Avicii, all’anagrafe Tim Berling, era nato a Stoccolma l’8 settembre 1989, era diventato famoso in tutto il mondo nel 2011 grazie al singolo Levels.

Scoperto da un produttore svedese nel 2008, Tim Berling aveva scelto il nome d’arte Avicii, perchè affascinato dalla cultura orientale. Nel mondo buddhista infatti Avīci è l’ultimo livello dell’inferno, il luogo riservato a chi compie una delle “cinque azioni a retribuzione immediata”.

Grazie al suo modo innovativo di fare musica, Avicii era riuscito in breve tempo a scalare i vertici della EDM ( la musica elettronica) e ad imporsi come uno dei dj più talentuosi dell’intero panorama mondiale.

Nonostante si fosse ritirato dalle scene nel 2016, il dj svedese aveva continuato a rilasciare la sua musica attraverso il suo sito ufficiale e i suoi canali social privati. Durante tutta la sua carriera Tim Berling era riuscito a vincere numerosi premi e riconoscimenti, tra questi spiccano due MTV Music Awards, un Billboard Music Award e due nomination ai Grammy.

Recentemente l’artista svedese aveva ricevuto una nomination ai Billboard Music Award, uno dei premi musicali più importanti del mondo, per il suo EP “Avicii (01).

 

Recent Posts

Most Popular

Bella stagione, brutti fisici: promossi e bocciati alla prova costume

Nonostante il caldo spinga a spogliarsi, quasi la metà degli italiani (45,9 %) non sono pronti alla prova costume visto che si trova in...

Earth Day: ecco i 10 motivi per festeggiarlo ogni giorno

Dopo che gli anni dal 2015 al 2017 sono stati quelli con il primo trimestre piu’ caldo in assoluto, anche il 2018 si inserisce...

Assemblea SAT: un’ovazione per Bassetti

A giudicare dall’ accoglienza riservata da parte dell’ A​ssemblea ​dei delegati ​alla relazione del presidente, si può tranquillamente affermare che colui che ha guidato...

Camminare veloce riduce il rischio di problemi cardiaci

Camminare velocemente riduce il rischio di ospedalizzazione nei pazienti con problemi cardiaci, secondo una ricerca presentata oggi a EuroPrevent 2018, un congresso della Società...

Degasperi: “Ora Bordon querelerà anche Peter Gomez?”

"Ci aspettiamo che il Direttore Generale Bordon quereli anche Peter Gomez del Fatto Quotidiano", è questo quanto affermato dal Consigliere provinciale del M5S Filippo...