VERONA, 27 MAR – “Se neanche ferire, spaccando una falange ad un’agente di polizia, e prendere a insulti gli italiani basta per essere incarcerati vuol dire che viviamo in uno Stato che, di questo passo, si appresta a celebrare il funerale della certezza della pena”.

Lo dice il deputato e capogruppo in consiglio comunale di Verona Vito Comencini alla notizia della liberazione di un tunisino che sabato sera, in un bar di fronte allo stadio, ha aggredito le forze dell’ordine, offeso l’Italia, insultato gli italiani e spaccato una falange ad un agente di polizia.

“Una scelta vergognosa – dice Comencini -, che è pure di cattivo esempio per i giovani e soprattutto gli immigrati, un insulto a quelli che rispettano le leggi. Così si trasmette un devastante messaggio di impunità. Chi commette questi reati – e si permette di ribellarsi alle forze dell’ordine – dovrebbe essere punito severamente, spedito nel suo paese a scontare la pena e comunque nei suoi confronti dovrebbero essere applicata la misura cautelare della carcerazione preventiva, visto il chiaro rischio di reiterazione del reato”.

“Purtroppo – prosegue – spesso assistiamo a una leggerezza sconcertante nel trattare casi di questo tipo. Di questo passo l’immagine che si dà è quella di un Paese il cui sistema di giustizia sembra ormai aver legalizzato l’impunità”.