ITALIA UNICA: LA BEFFA ECONOMICA NAZIONALE

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato alla stampa da Italia Unica. Gli italiani ricordano bene cosa avvenne solo pochi mesi fa: la manovra doveva essere di pochi miliardi e si arrivò fino a 36, con clausole di salvaguardia capestro dettate dalla necessità di rimanere ben al di sotto del 3% di rapporto deficit/Pil. Ebbene, questa percentuale è stata appena certificata al tetto massimo dall’Istat e per il nuovo Def si parla di una manovra di 10 miliardi con tagli di spesa e l’impegno assoluto di evitare l’aumento dell’Iva. Evidentemente tra via XX Settembre e Piazza Colonna, sedi rispettivamente di ministero dell’economia e della presidenza del consiglio, pensano che il primo aprile possa durare per tutto il mese. Ma di scherzi del genere (e soprattutto di promesse non rispettate) famiglie e imprese non ne possono più, con la beffa finale di una promessa di crescita inferiore a quella garantita da Draghi con le iniziative antidebito della Banca Centrale. Italia Unica invita ancora una volta Padoan e Renzi a scrivere un Documento di Economia e Finanza in grado di garantire strutturalmente l’uscita dell’Italia dalla crisi e smetterla di temporeggiare tatticamente.

Il dissolvimento di un progetto, la frantumazione di un partito, l’isolamento di un ex leader. Questa è oggi Forza Italia, sbranata al suo interno da mai chiarite responsabilità di ruolo e all’esterno da un mortale abbraccio con il populismo razzista e antieuropeo di Salvini. Non spetta a noi giudicare le mancanze e gli errori che si sono susseguiti in questi ultimi tempi nel centrodestra. Dal Patto del Nazareno alle alleanze elettorali, dalla incapacità di fare opposizione costruttiva all’ossessione di salvaguardare i propri interessi, purtroppo tutto ha contribuito a minare la visione popolare e liberale del primo Berlusconi. Politicamente però il nostro giudizio è severissimo. L’ex Cavaliere si è voluto fidare di Renzi e Verdini, ha appoggiato lo sciagurato Italicum e la sbagliatissima riforma del Senato, ha sventolato i suoi “no” fuori tempo massimo. Peggio di lui ha fatto solo Alfano, che oggi si accontenta di “scegliere” il ministro di rincalzo che Renzi gli mette a disposizione dopo aver blindato il dicastero delle Infrastrutture.

E a proposito di Italicum, il nostro grido d’allarme resta alto. L’appello per la democrazia lanciato da Corrado Passera continua a ricevere sostegno e consenso, ma serve ancora maggiore spinta da tutte le associazioni democratiche, i cittadini e soprattutto i parlamentari consapevoli di ciò che si apprestano a votare. Seguire il diktat Renziano volto alla creazione del Partito Unico è il rischio più forte che il nostro sistema istituzionale si trova ad affrontare. Peggio del Pircellum, peggio delle leggi elettorali su misura dei consigli regionali, peggio dello stravolgimento della funzione governativa con il trasferimento a Palazzo Chigi di agenzie e valutazione delle nomine ministeriali. Italia Unica ancora una volta chiede a tutti coloro che credono negli equilibri della democrazia di non rimanere inerti di fronte a uno scempio simile delle più elementari regole di rappresentanza. Con questa legge elettorale una minoranza di cittadini potrà avere in mano tutto il potere che gli serve per “normalizzare” il Paese. Ci sono solo poche settimane per fermare questo progetto. Diamoci da fare!

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