STREET ART. TUTTE LE SUPERFICI DELL’ARTE.

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Sui muri delle città del mondo si stringono, spesso con vera brutalità, sia gli scarabocchi , in gergo tag, improvvisati dalla noia ribelle di qualche adolescente che gli incredibili frutti del lavoro sublime e pensato di qualche mano felice. L’eterna battaglia tra arte e teppismo si consuma oggi ancora e soprattutto sulle pareti del pianeta.
Imprecisi e sfumati possono apparire i confini tra i murales che ritraggono improbabili Topolini muniti di maschera antigas, simboli chiari della decadenza occidentale e i semplici quanto grossolani fregi che abbruttiscono i vagoni dei treni di tutti.
Ma i confini, invece, ci sono.
E i lavori straordinari e provocatori dell’artista Banksy che in queste settimane hanno fatto sorridere, ma non solo, i newyorkesi non fanno altro che continuare a dimostrarlo. “Better Out Than In”, il titolo del progetto che il londinese street artist ha mandato avanti nella Grande Mela, non lascia dubbi.
“ Meglio fuori che dentro”, così recita la sua campagna. E fuori, effettivamente,è stato. Infatti per tutto il mese di ottobre New York è stata trasformata in una vera e propria galleria d’arte all’aperto dove muri scrostati sono divenuti, grazie alla mano dello Zorro dei graffiti, quadri densi di bellezza. E di irriverenza.
Sul sito BanksyNy, fino a qualche settimana fa, era possibile seguire, quasi in diretta, le immagini delle opere che ogni notte, in gran segreto, sono state realizzate dalla sua mano ironica. É stato sarcastico nello stencil di Chinatown che vede due bambini intenti a strappare il cartello “street art is a crime”, come tragicamente poetico in quello, ormai celebre, dell’uomo che stringe in mano un mazzo di fiori omaggio alle ballerine del locale, Huster club, sulla cui serranda è effigiato.
Ma il famoso e ormai quotato pittore delle pareti non è certo l’unico. Anzi, i bansksy e simili sono dappertutto. Non per niente in Francia sono giunti da ogni parte del mondo per “affrescare” la Tour Paris 13, un condominio già destinato alla demolizione ( che è avvenuta comunque a fine ottobre) ma che l’amministrazione ha scelto di donare alla creatività coraggiosa di 105 writers.
Si potrebbe e si deve aggiungere alla rassegna degli artisti dei muri anche il pennello intelligente e femminile dell’italianissima Alice Pasquini, in arte AliCé, che con le sue opere ha aiutato la riqualificazione di scorci malandati e di quartieri infestati dai teppisti, quelli veri.
Qualcuno diceva che l’arte è la forma più alta della speranza. Qualcun’ altro, in maniera decisamente meno sentimentale, che è solo un tentativo di riempire gli spazi vuoti . Quando si parla di Street Art, forse è vero tutto.

Miryam Scandola

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