100 E LODE: PASSAPORTO PER L’ESTERO

Come ogni anno la fantasia dei giornali italiani, nel periodo estivo, si riduce. E si ripetono i servizi dedicati ai “super maturati”, i ragazzi che escono dall’esame di maturità con 100 e 100 e lode. Bene, bravi, bis. Peccato che, quest’anno, le interviste – da Nord a Sud – siano caratterizzate dalle medesime risposte: siamo bravi, dunque ce ne andremo dall’Italia.

Il giovanilismo del burattino, evidentemente, non convince proprio i giovani. Perlomeno i migliori e più preparati tra i giovani. Non bastano i sorrisi teneri della Boschi o le bugie di Padoan. Il futuro è tutt’altro che incoraggiante per i ragazzi. Che, dopo aver studiato con profitto per 5 anni, si ritrovano con il massimo dei voti e con il minimo delle prospettive. Si iscriveranno ad Università sempre più costose che li preparareranno – in alcuni casi anche molto bene – per un futuro in cui la preparazione non conta nulla e vale ancora meno. Aziende pubbliche dove potranno entrare solo se in possesso di amicizie giuste per concorsi ad hoc, aziende private che offriranno contratti di pochi mesi, con paghe indegne, per mansioni assolutamente inadeguate rispetto alla preparazione ed alla qualità dei giovani. Grandi prospettive, indubbiamente. E l’alternativa è solo l’emigrazione.

Verso Paesi dove il merito sia riconosciuto non solo nelle chiacchiere di un ministro, ma sia apprezzato nei fatti, anche a livello di retribuzione. Verso Paesi dove si possa costruire un futuro che parta dalla formazione di una famiglia, con la possibilità di mantenere gli eventuali figli. E dove, da vecchi, ci si possa godere il meritato riposo senza bisogno di fuggire in altri Paesi per sopravvivere con pensioni da fame. Di fronte a queste considerazioni dei giovani italiani con 100 e lode c’è da chiedersi che senso abbiano le dichiarazioni di Padoan, le promesse a vanvera dei ministri adoratori del burattino, dei vertici delle istituzioni. Bilancio, sostenibilità, debiti, manovre aggiuntive: tutto l’armamentario del politicamente corretto, dei compiti a casa. E dall’altra parte i giovani, il futuro dell’Italia, che non hanno alcuna voglia di accettare un domani preconfezionato sulla base di lavori sottopagati, di tasse assurde, di povertà obbligata. E, giustamente, se ne vanno.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 345 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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