“L’Africa negli occhi di chi guarda”: conferenza di Jonathan Kingdon al Muse

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E’ il più grande illustratore vivente di fauna africana, ma anche un autorevole riferimento nell’ambito della biologia evoluzionistica e della biogeografia della straordinaria biodiversità di questo continente. La sua guida ai mammiferi africani (The Kingdon Field Guide to African Mammals), con più di 650 illustrazioni di sua mano, e caratterizzate da grande rigore scientifico, amore per i dettagli e poesia, è diventata la bibbia per tutti gli appassionati di fauna africana. Dopo aver inaugurato lo scorso 18 luglio (alla presenza del prof. Richard Dawkins, la mostra Ex-Africa Esplorazioni di arte e scienza (al MUSE fino al 10 gennaio 2016) ritorna a Trento Jonathan Kingdon per l’incontro dal titolo L’Africa negli occhi di chi guarda: osservare ed esplorare la natura che si svolgerà al MUSE mercoledì 9 dicembre alle 20.45. Nato nel 1935 in Tanzania, Jonathan Kingdon, oggi è ricercatore associato all’Università di Oxford. I suoi studi partono dalla diversità e evoluzione dei mammiferi in Africa per abbracciare altri ambiti, dalla comunicazione animale all’evoluzione umana. L’interesse per la sua ricerca e la sintonia su alcuni temi, in particolar modo quelli che si collegano alla Tanzania, terra natale di Kingdon dove il MUSE opera con progetti di ricerca e monitoraggio ecologico, è stata l’occasione per avvicinare l’artista e aprire un confronto, sfociato dapprima nella mostra Ex Africa e ora in questo nuovo momento di dialogo con il pubblico.

La conferenza sarà introdotta da Francesco Rovero della sezione di biodiversità tropicale e moderata da Osvaldo Negra, entrambi del team MUSE e curatori della mostra Ex Africa.
Sarà un’occasione unica per conoscere i dettagli di una tappa cruciale raggiunta dalla paleontologia contemporanea: la scoperta dei resti fossili di Homo naledi. La nuova specie è stata rinvenuta in Sudafrica, in un luogo particolarmente impervio, una grotta a una cinquantina di chilometri da Johannesburg. L’eccezionalità del ritrovamento è data dalla grande quantità di elementi fossili presenti, più di 1.500, appartenenti ad almeno 15 esemplari diversi.
Jonathan Kingdon è stato fra i primi a postulare il Sud Africa quale possibile luogo di origine del genere Homo: la scoperta di Homo naledi aggiunge ora un ulteriore tassello alla teoria che lega le origini dell’uomo al continente africano. Homo naledi era alto un metro e mezzo, aveva un cervello minuscolo, ma forse seppelliva già i morti: le sue caratteristiche hanno convinto gli studiosi a ricomprenderlo nel genere di cui noi stessi facciamo parte. Al MUSE Kingdon porterà la prima replica del cranio, della mano e del piede di Homo naledi. Sarà così possibile vedere da vicino i tratti costitutivi di questo nostro antichissimo antenato.

Oltre a ripercorrere i momenti di questo ritrovamento, Kingdon riprenderà alcuni dei temi della mostra concepita per il MUSE, la prima assoluta della sua opera in Italia. Ex-Africa è un racconto, con illustrazioni, grandi sculture, dipinti e installazioni appese che ripercorre una vita votata alla osservazione e studio della natura – generosa e precisa – compiuta sempre con l’occhio dell’artista-scienziato. Al centro dell’indagine quell’isola faunistica gigantesca che è l’Africa. Il pubblico potrà comprendere le scelte e i retroscena che hanno portato alla realizzazione delle diverse sezioni, da “Cosa significa essere mammiferi” all’”Evoluzione come fonte di ispirazione”, alla sezione sull’importanza dei segnali visivi nella comunicazione animale (“Negli occhi di chi guarda”). Dall’incontro con questo grande studioso appare chiaro quanto vita e lavoro si intreccino continuamente nella biografia: Kingdon ripercorrerà così la nascita della sua passione per la storia naturale, l’incontro con il disegno prima che con le lettere dell’alfabeto, fino alla pubblicazione dei suoi studi più importanti, tra cui gli atlanti e le guide alla fauna Africana, i libri sull’origine dell’uomo nel continente africano, e “Island Africa”, grandioso percorso sulla biogeografia in Africa.

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