Pontoglio diventa comune a cultura occidentale e a tradizione cristiana

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L’appartenenza, i valori, le tradizioni… Quante volte abbiamo assistito, tra tv e comizi vari, al solito refrain acchiappavoti verso i simpatizzanti di destra che dei valori ne hanno fatto ragione di vita! Parole recitate buone solo per la bisogna, per poi dimenticarle in fretta e furia a scopo raggiunto lasciando, a noi militanti tutti, il sapore amaro del fiele in bocca nel vedere tradito il nostro bene più caro: la fedeltà.

Per fortuna esiste ancora qualcuno, a destra e di destra, che alle parole strombazzate antepone i fatti. Un qualcuno fuori dai circuiti che contano e dai salotti dove tutto si decide e nulla si fa, questo qualcuno risponde al nome di Alessandro Seghezzi, sindaco di Pontoglio, Brescia, comune di 7mila anime a metà strada tra il capoluogo bresciano e Bergamo.

Già due settimane fa la Giunta comunale, condotta dal sindaco Seghezzi, ha regalato un presepe a tutte le scuole presenti nel comune di Pontoglio contrastando la moda un po’ vigliacca di togliere i simboli della nostra cultura ovunque, moda tutta italica per non indispettire i gentili ospiti del suolo nazionale. Omaggio con i soldi propri, frutto di una colletta tra il sindaco ed i suoi collaboratori, nemmeno un centesimo è stato sottratto dalle casse comunali. Oggi ha fatto di più dimostrando un atto di coraggio diverso da chi, dell’opportunismo, ne fa azione politica. Il sindaco di Pontoglio, con una delibera comunale, ha inserito nella segnaletica stradale dei nuovi cartelli così indicanti:

“Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana, chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”.

Già immagino la reazione della sinistra, sarei pronto a scommettere su un’interrogazione parlamentare del difensore islamico di turno, talk shows televisivi al motto del dagli all’untore, facce costernate e pronte al (falso) piantino in difesa di chi ambirebbe a tagliarci la gola. Non mancheranno, statene certi, i soliti motti del dagli al fascista scomodando i padri costituenti, la civiltà, la democrazia ed i centri sociali. Sempre pronti, quest’ultimi, a spaccare democraticamente tutto quel che gli capita a tiro.

M’attacco al telefono, il sindaco non si fa desiderare rispondendo immediatamente.

Sindaco, l’ha combinata grossa….

No, attacca Seghezzi, ho voluto mettere in chiaro la realtà storica e le tradizioni della nostra cultura che è       –e rimane- quella occidentale.

Potrebbe passare come una forma di mancato rispetto, annuisco, addirittura di razzismo…

Assolutamente no, ribadisce il sindaco, il rispetto è la base del vivere civile ma dev’essere reciproco perché abbia valore. Pontoglio è un comune dove il 16% della popolazione è formato da extracomunitari, massimo rispetto per loro e per la loro cultura ma esigiamo il solito rispetto verso le nostre tradizioni. Diversamente sarebbe un razzismo al contrario.  Il togliere Presepi e Croci, per esempio, non è una forma di razzismo nei confronti dei cattolici? Potremmo disquisire per ore, continua, tra case popolari e mancati aiuti agli italiani in difficoltà. La parola razzismo è una parola grossa e non fa parte del mio vocabolario, ma il rispetto verso il Popolo italiano e per le nostre tradizioni è un valore non negoziabile.

Non fa una piega, sindaco… La giunta da lei condotta com’è collocata politicamente?

E’ una giunta di centrodestra, con il PD e la Lega all’opposizione.

La Lega????

La Lega qui va a braccetto con il PD, conferma.

Chi scrive si blocca per un momento, riflettendo su quest’ultima affermazione del primo cittadino, quindi la domanda pugnace:

Cos’è il centrodestra, sindaco?

Adesso sta a lui zittirsi, avverto nella cornetta un lungo sospiro che è già di per se una risposta, per poi affermare:

Un tentativo di proporre un agglomerato, in realtà fallito.

Il coraggio?

Non barattare mai i valori, la storia, le tradizioni di un popolo per un tornaconto personale.

Marco Vannucci

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