80 anni fa iniziò la Guerra Civile spagnola

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Ricorre in questi giorni l’ottantesimo anniversario dell’ Alzamiento Nacional. In quei giorni la Spagna Cattolica e Tradizionale si ribellò al tentativo di realizzare la rivoluzione bolscevica. Da questa insurrezione iniziò la Guerra Civile in Spagna, che fu il preludio alla Seconda Guerra Mondiale.

Le principali potenze europee si impegnarono a vario titolo nel conflitto. Tra queste l’Italia fascista che fu tra i principali sostenitori delle truppe franchiste. L’appoggio consistette nell’invio di un contingente e di equipaggiamenti che furono fondamentali per la vittoria dei cattolici contro i bolscevichi. Al contempo la Guerra Civile spagnola ebbe effetti disastrosi sulle riserve militari italiane. Il nostro paese, già provato dalla Guerra d’Etiopia, dovette accollarsi un conflitto che tecnicamente non comportò nessun vantaggio dal punto di vista strategico.

All’indomani della sconfitta della Francia nella Seconda Guerra Mondiale, Francisco Franco si rifiutò di sostenere le potente dell’Asse, non occupando Gibilterra e aiutando così gli Alleati a mantenere il controllo del Mar Mediterraneo.

La Germania, altra protagonista nel conflitto, poté migliorare e perfezionare con la Legione Condor le tattiche di guerra aerea. Fu però una momentanea dimostrazione di forza che portò tragiche conseguenze. Hitler, anche per mezzo delle erronee affermazioni di Goering, si illuse di essere in possesso di un’arma superiore a quella che effettivamente era. L’areonautica del Terzo Reich riuscì facilmente a imporsi sulle alture della povera Spagna repubblicana, ma non fu all’altezza delle forze aeree britanniche. Quest’ultime dimostrarono  tutta la loro forza nel 1940 con la Battaglia d’Inghilterra.

Schierata al fianco delle forze repubblicane vi era solo l’Unione Sovietica. Stalin utilizzò il conflitto in Spagna per motivi puramente strategici. Da sempre la Russia ambiva ad ottenere un accesso al Mar Mediterraneo e la rivoluzione rossa in Spagna fu un’occasione insperata. L’intervento sovietico nel conflitto si ridusse nel momento in cui emersero le prime difficoltà politiche tra i repubblicani, troppo divisi tra di loro e pericolosi per quella tanto ricercata supremazia che voleva imporre l’URSS. Il progressivo disinteressamento di Stalin nel conflitto fu risolutivo per la vittoria dei nazionalisti.

La Guerra Civile in Spagna si concluse nel 1939 con la vittoria di Francisco Franco. Al termine del conflitto l’unica potenza straniera vincitrice fu la Germania di Hitler, che era riuscita a mostrare al mondo intero la sua forza militare. L’Italia di Mussolini, invece, ne uscì profondamente indebolita, sebbene vittoriosa. A sostegno di quest’affermazione vi fu l’impossibilità da parte del nostro Paese di entrare subito nella Seconda Guerra Mondiale e la decisione di attuare il principio di “non belligeranza” per i primi nove mesi del conflitto.

L’ideologia fascista subì una dura sconfitta militare nella Battaglia di Guadalajara, uno scontro che vide la vittoria degli antifascisti italiani sugli uomini di Mussolini. Herbert Matthews sul New York Times, scrisse che Guadalajara era “per il fascismo quello che la sconfitta di Bailén era stata per Napoleone”. Da quel momento si assistette alla lenta agonia di un’ideologia che sino a quel momento si era dimostrata vincente.

A oggi a testimonianza della Guerra Civile in Spagna resta solo la monarchia. Francisco Franco, dopo esser riuscito a rimanere estraneo al Secondo Conflitto Mondiale, impose il ritorno dei Borbone sul trono di Spagna. Alla sua morte, avvenuta nel 1975, salì al trono Juan Carlos, nipote di Alfonso XIII, ultimo Re prima della nascita della breve Repubblica Rossa.